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sabato 31 luglio 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Souvenir d'Italie

                                 vai al Museo Napoleonico

 

Alla biglietteria del Museo, stamattina, ho detto che  ieri purtroppo non sono riuscita ad andare alla conferenza di presentazione di questa mostra di grafiche.

Non era vero.

Caldo a parte, la prima reazione al comunicato stampa è stata di lieve sdegno: come si fa a dare importanza al diario per grafiche della spedizione francese del 1849? Quella che ha abbattuto la Repubblica romana di Mazzini, e Garibaldi e ha riportato il papa a Roma? Abbattuto quella Repubblica la cui costituzione sanciva per la prima volta in Europa l'abolizione della pena di morte? quella Costituzione firmata in Campidoglio nella Sala delle Bandiere che ha ispirato la Costituzione della nostra Repubblica Italiana?

Ma stamattina, prima di lanciare strali ideologici da filo-garibaldina, mi sono detta anche che le grafiche bisognava vederle prima di parlarne male tout court (visto che parliamo d francesi...) e così sono andata, incurante del caldo perchè motivata.

 

La mostra consiste in una quarantina di grafiche da una sorta di diario per disegni che Raffet, l'autore, ha fatto della spedizione. Lui non aveva partecipato, era arrivato a Roma subito dopo, si era fatto raccontare i fatti, aveva preso appunti e disegnato schizzi guardando i luoghi per finire questo suo "souvenir" nel 1850, un anno dopo. in mostra anche l'astuccio di alluminio dove custodiva appunti e schizzi.

L'opera, fatto molto curioso, è stata acquistata sul mercato antiquario cinque anni fa dalla Regione Lazio e donata al Museo Napoleonico che la espone per la prima volta.

Va detto anche che questa piccola mostra apre il futuro espositivo  del Museo napoleonico che fino ad ora è stato solo "museo" con la sua "collezione permanente" fatta dell'essere la casa dei Bonaparte con gli arredi e gli oggetti e le opere.

 

E veniamo alla mostra.

Le grafiche sono molto dettagliate, al punto che alcune sembrano foto.

Sono una sorta di diario della spedizione, dall'arrivo a Civitavecchia, alla presa (con bombardamento distruttivo) di Ponte Milvio, alla breccia di Villa Pamphili... una cronaca per disegni, come da un inviato di guerra che ha avuto tempo per raccontare con l'enfasi data dalla propria appartenenza che è anche quella dei vincitori.

La parte dove stava....

 

Ho avuto occasione di dirlo altre volte: in pochi, anche romani, conoscono a fondo le vicende della Repubblica Romana. Personalmente devo ringraziare Gigi Magni e un suo film, "In nome del popolo sovrano".

La storia la scrivono i vincitori e Garibaldi, pur avendo fatto l'Italia, poichè profondamente repubblicano (e socialista, come ci ha ricordato Bettino Craxi) era diventato scomodo a Cavour e ai Savoia e alle dinastie europee illuminate.

La Repubblica romana non ha avuto molta risonanza sui libri di scuola.

Ho un po' sorriso amaramente davanti ad alcune tavole.

Poi è affiorato il senso della storia e in fondo anche un certo veltroniano ecumenismo possibilista: e mi sono detta che questa mostra in fondo, per me, persona di cinema, è un controcampo.

Guardo da anni la Repubblica romana da "garibaldina". Questa mostra mi fa vedere le stesse vicende dal punto di vista dei francesi. Può non piacermi ma è un "fatto"

 

Certo 'sti francesi.... che guaio!

Hanno fatto "la" rivoluzione e poi c'è stata la ventata vivificante e modernizzatrice di Napoleone... Fermo restando che ci piacciono....

poi è arrivato Napoleone III che ha appoggiato il papa e abbattuto una repubblica che... certo... nasceva socialista: era il 1848, l'anno di tutte le rivoluzioni e l'anno della pubblicazione del "Manifesto" di Karl Marx"...

Storie vecchie.

Ma non sarà il caso di occuparci, ogni tanto, anche della Storia?

 

angela :)

 


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