domenica 15 agosto 2010
soggettive
Una minaccia si aggira per l'urbe...
Si tratta di segni inequivocabili di una prossima invasione aliena. Qualcuno è già arrivato e ci guarda acquattato in angoletti nascosti eppure visibili perchè è furbo e sa che passare inosservato è la migliore delle tattiche di invasione.
...
Ah ah ah. Non sembra "la guerra dei mondi" alla radio con cui Orson Welles diventò famoso?
Si tratta invece di una intelligente e divertente mostra dello street arts francese Invaders ispirata ai vecchi "space invaders". L'artista ha disseminato Roma di piccoli cartelli e una blogger ha creato anche
una mappa su google maps invitando a segnalare gli "invaders" che le fossero sfuggiti.
intelligente, divertente.
Ecco quelli che Repubblica.it ha raccontato. molti ho capito dove stanno, alcuni in forse ma mi piace l'idea di andarli a cercare.
buona caccia.
Dopo l'estate l'artista,che ha già conquistato Parigi, Tokio, New York e Melbourne, sarà a Roma con la sua prima personale italiana.
ps:
Invader, nato nel 1969, è uno street artist che si ispira al celebre
gioco "Space Invaders"; le sue opere sono costituite da piccole
tesserine colorate che formano un mosaico.
L'artista "invade" letteralmente le città dei cinque continenti con i
suoi mosaici, indicando su delle mappe la localizzazione di ogni
invasore.
Ha avviato il suo progetto nel 1998 con l'invasione di Parigi - la città
dove risiede e per questo la "più invasa" - anche se poi ha invaso
numerose altre città, tra cui Los Angeles, New York City, London,
Manchester, Newcastle, Ginevra, Tokyo, Prague, Melbourne, Vienna,
Bilbao, Bangkok, Darlington, Ljubljana, Barcelona, Nice, Amsterdam,
Katmandu, Varanasi, Perth, Berlino e perfino Mombasa.
I mosaici raffigurano personaggi degli Space Invaders e di altri
videogames dei tardi anni Settanta. Le immagini di questi giochi erano a
bassa risoluzione e per questo facilmente riproducibili con la tecnica
del mosaico, laddove i tasselli raffiguravano i pixel. I tasselli non si
alterano e resistono alle intemperie.
Invader attaccò il suo primo mosaico a Parigi nei primi anni Novanta.
Per molti anni fu l'unico invasore, prima dell'attacco del 1998.
I mosaici non vengono posizionati ma a caso, ma secondo criteri
specifici, estetici, strategici o concettuali. Invader preferisce i
luoghi molto frequentati, ma non disdegna anche quelli più nascosti.
A Montpellier, i posizionamenti dei mosaici venivano scelti in modo tale
che, posizionati su una mappa, formavano un personaggio di Space
Invaders.
I mosaici vengono realizzati in laboratorio e Invader viaggia portandoli
con sé. Giunto nella città di destinazione, l'artista si munisce di una
mappa e impiega almeno una settimana per collocarli.