23.08.2006
antichi sapori di Roma... e non solo

Spaghetti delle "bottiglie"
Li ho chiamati cosģ ribattezzandoli perchč mi č venuto un dubbio: mio padre, sempre lui, l'infaticabile coordinatore di conserve, li chiamava "alla carrettiera" ma sono andata a controllare e gli spaghetti alla carrettiera sono tutt'altra cosa.
Il nuovo nome da me dato ha una sua ragion d'essere.
Nel giorno (campale) della conserva di pomodoro (le bottiglie), si doveva pur pranzare ma senza che la cosa fosse tanto laboriosa da intralciare la lavorazione del pomodoro. Era l'unico giorno dell'anno in cui mio padre cucinava (la mamma chiedeva la grazia di potersi occupare solo della conserva) e faceva una pasta veloce con l'ingrediente pił a portata di mano, ovviamente il pomodoro.
Per quanto mi siano sempre piaciuti gli spaghetti al pomodoro, questa pasta io invece la odiavo con tutte le mie forze perchč, orrore, c'erano le bucce!
Per quattro persone: dieci pomodori San Marzano, due spicchio d'aglio, tre quattro cucchiai d'olio
Si prendono i San Marzano, si tagliano a strisce e si fanno saltare in padella con olio e aglio. Suggerisco di aggiungere l'aglio solo quando il pomodoro si sarą ristretto in modo che non "cuocia" ma che possa emanare al meglio il suo profumo.
Con questo si condiscono gli spaghetti appena cotti aggiungendo, volendo, del basilico fresco.
Fine della ricetta.
Naturalmente gli anni portano consiglio, smussano i capricci e fanno apprezzare le cose: gli spaghetti delle bottiglie non sono soltanto una delle cose pił veloci che si possono fare quando uno torna a casa stanco la sera, ma sono anche decisamente buoni.
angela :)