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for de porta
Il sud
pontino
A dire il vero, non lo si può definire esattamente “fuori porta”. Si
tratta di un territorio posto a 120-150km dalle porte o dall'attuale “nuovo
ingresso” dell'Urbe, ossia il Raccordo Anulare, ma anche qui i romani si
spingono felici di poter passare del tempo in una zona che ha, praticamente,
tutto o quasi, almeno dal punto di vista paesaggistico.
In realtà, a seconda del dove ci si trovi, i confini dell'area del sud
pontino variano. In ogni caso, storicamente parlando, ci si riferisce alla
zona di Gaeta, Itri, Formia, Minturno, Spigno Saturnia Castelforte e SS.
Cosma e Damiano, ovvero quella racchiusa tra i contrafforti dei Monti
Aurunci ed il Garigliano. La divisione, almeno a nord, è anche culturale e
storica.. Le aree a nord dei monti (Sperlonga, Terracina, S.Felice Circeo,
Fossanova etc.) sono luoghi di vacanza classici di turisti romani. Dire:
“Vado un paio di giorni a Sperlonga”, per un romano, sembra quasi parlare di
dietro l'angolo. Dire: “Vado due giorni a Castelforte” sembra quasi
progettare un'impresa. Quella è zona di “napoletani” (termine che congloba,
non sempre in maniera positiva, tutti coloro che provengono da al di là del
Garigliano e dalla zona del cassinate). In fondo non è del tutto errato:
quella era la porzione settentrionale della provincia di Terra di Lavoro ai
tempi del regno borbonico, mentre a nord si trovava lo Stato Pontificio.
Eppure, fino ad una ventina d'anni fa, le targhe ROMA presenti d'estate
nell'area erano tantissime. Poi il declino, fino a tre-quattro anni fa,
quando si è notato un timido slancio verso questa bellissima area.
Già, bellissima: la natura offre al turista tutto ciò che può desiderare,
almeno a prima vista: mare , spiaggia, campagna, collina, montagna (e pure
alta: la vetta del monte Petrella, ad est di Formia, tocca i 1535m), fiume
(il Garigliano, ma anche alcuni piccoli e suggestivi torrenti come il
Capodacqua, nella zona di Formia), un lago non lontano (il Salto di Fondi,
tra Monte San Biagio e Terracina), terme sulfuree (a Suio, lungo il
Garigliano), due parchi naturali (Monte Orlando a Gaeta, ed il Parco
Regionale dei Monti Aurunci che si estende tra Formia, Minturno, S. Cosma e
Castelforte) nonché strade, ferrovie, un porto commerciale (Formia) ed uno
turistico (Gaeta), arte. Da Formia ci si può imbarcare per visitare le
splendide Ponza e Ventotene... Sembrerebbe l'idillio, ma non è così,
purtroppo.
Il mare spesso è sporco e non balneabile: il povero Garigliano riceve nel
suo letto il Liri, uno dei fiumi più inquinati d'Italia... Il comune di
Minturno ha realizzato un depuratore, ma non sempre funziona e non riesce a
smaltire gli inquinanti. Anche la spiaggia, in alcuni casi, è a rischio:
nella zona di Scauri stanno finalmente svolgendo dei lavori di recupero di
un arenile che, ormai, non esisteva quasi più. Le strutture alberghiere non
sono di classe eccelsa e spesso appaiono disorganizzate. Gli abitanti,
tipicamente, si affidano al fitto stagionale degli appartamenti, tra l'altro
a prezzi esorbitanti; le strutture alberghiere permanenti risentono
negativamente di tali abitudini. I comuni dell'area non si coordinano per
avere un turismo di qualità più elevata, ma si limitano a sfruttare la massa
domenicale che si riversa sulle spiagge, massacrandoli anche con esosi (pure
troppo) parcometri posti in ogni dove.
Ci sarebbe tanta, tantissima arte da scoprire, ma è tenuta generalmente
male. Solo Gaeta riesce a valorizzare in maniera corretta il suo patrimonio
artistico: tantissime e splendide chiese (tra cui il Duomo con l'enorme
statua di S. Erasmo, sede dell'Arcivescovado, che domina la cittadina
dall'alto della collina, attualmente in restauro), la città vecchia formata
da vicoletti in tufo spesso incastonati tra di loro per mezzo di
caratteristici archi, il Castello Aragonese, la Torre Angioina (che è stata
per lungo tempo carcere militare). Per quanto riguarda gli altri comuni, il
degrado, l'incuria o l'inefficienza la fanno da padrona. Prendiamo alcuni
esempi: Formia ha un piccolo ma delizioso museo archeologico accanto al
municipio, ma il numero di visitatori annui si conta sulle dita di una mano.
Non c'è alcun tipo di pubblicità, richiamo o notizia legata ai pregevoli
rinvenimenti locali che costituiscono il patrimonio del museo, per quanto,
se un turista si avventurasse timidamente in quello spazio, verrebbe
ricoperto di informazioni ed opuscoli, nonché gratitudine da parte dei
poveri responsabili. Sempre a Formia, poco fuori dal centro cittadino sul
percorso della Via Appia, si trova il mausoleo tombale di Marco Tullio
Cicerone. Il grande oratore aveva una villa in zona e proprio sulla via
Appia venne assassinato dai suoi nemici durante la fuga da Roma. Un mausoleo
troncoconico con all'interno una possente colonna portante ne ricordano la
figura. Purtroppo, detto monumento è quasi sempre chiuso (tranne alcune
domeniche) e non visitabile per mancanza di personale comunale.
Il quartiere medievale di Castellone è assediato dalle ristrutturazioni
moderne degli edifici (problema che vedremo ancor più grave a Minturno), la
medievale Torre di Mola, antica fortezza sul mare è stata tutta orrendamente
intonacata di calce bianca.
Stessa sorte toccata a tutto il lato est dal Castello Baronale di Minturno,
che, al momento, è in fase di restauro interno, come la quasi abbandonata
Cattedrale di San Pietro, del XI secolo e che, come tutta la zona, aveva
dovuto già subire i danneggiamenti della seconda guerra mondiale.
Ma tutto il centro storico di Minturno è l'esempio chiarificatore del
disinteresse delle amministrazioni locali nei confronti del turismo
culturale. Il nucleo del paese, infatti, dalla zona della foce del
Garigliano (l'antica Minturnae, di cui restano pregevoli resti ed un teatro
restaurato ma cementificato nelle gradinate per permettere lo svolgimento di
attività estive anche di pregevole fattura) si spostò sui colli retrostanti
dopo la caduta dell'impero romano. Qui gli abitanti fondarono il borgo di
Traetto, attuale centro storico del paese. Si tratta di una lunga strada che
dalla cima del colle scende dolcemente sul lato opposto al mare. Ai suoi
lati case, vicoli e due altre strade perimetrali che si incontrano ai bordi
del nucleo abitato. Sarebbe una formazione molto suggestiva perché le tre
vie si trovano ad altezze diverse e, per certi tratti, alcune si snodano in
incredibilmente affascinanti sottopassi. Ma la differenza di stili in quelle
centinaia di metri di strade è incredibile: ai vecchi palazzi di tufo si
affiancano case rimodernate con terrazzi aggiunti negli ultimi decenni,
infissi in alluminio e porte dell'ultima generazione, per poi tornare
all'antico e magari anche ad un affresco quasi completamente staccato che
raffigura una Madonna sul muro di una stanza sopraelevata posta sopra un
piccolo ma delizioso arco non lontano dalla Cattedrale. Poco più in là una
statua moderna di Padre Pio con tanto di piccola piazza annessa, alcune case
intonacate di fresco con colori improbabili, una piazzetta realizzata di
fresco in stile moderno e, verso la parte più bassa del centro storico (la
Portella), delle case popolari ultramoderne costruite pochi anni fa. In
totale, un'accozzaglia di stili senza controllo e senza piano di tutela che
fanno star male per l'incuria culturale dell'amministrazione comunale. Del
resto, cosa ci si può aspettare da un paese che costruisce una specie di
tangenziale per far defluire il (poco) traffico dall'unica, stretta, strada
che porta alla piazza del Castello (e del mercato) “dimenticandosi” del
fatto che oltre un certo punto detta strada si sarebbe letteralmente
appoggiata sui tetti di svariate case preesistenti o sarebbe, dovuta entrare
dentro i suoi contrafforti, motivo per il quale è stata bruscamente
troncata, rendendo tutta l'opera un semplice parcheggio non richiesto (ma
apprezzato) per gli abitanti ed i turisti?
Ma il sud pontino non è solo un luogo culturalmente depresso e degradato,
tutt'altro! E' un comprensorio di comuni che vale la pena visitare, magari
passando sopra a ciò che avrebbe potuto essere e non è (quello che mi fa
male e non smetterò mai di criticare è che la valorizzazione delle
potenzialità artistiche ed urbanistiche dei vari comuni avrebbe potuto far
diventare l'area un polo attrattivo a livello mondiale).
Gaeta è un paese bellissimo, accogliente, pieno di bellezze artistiche e
storiche, ma anche di un mare raffinato, della famosa spiaggia di Serapo
(che poco ha da invidiare alla più celebrata e confinante Sperlonga), di
attività di intrattenimento estivo ormai consolidato nel tempo (ogni estate
l'amministrazione comunale presenta un cartellone di attività di ballo,
musica, cinema e teatro di grande valore), un parco comunale molto
suggestivo, comprendente anche la rinomata Montagna Spaccata, un colle con
caratteristiche faglie da cui si possono ammirare le grotte sottostanti
scavate dal mare.
Itri è un piccolo comune collinare dominato da un castello medievale
attualmente in ristrutturazione dopo la vendita dei torrioni a privati
cittadini (!). In uno di questi torrioni pare che verrà edificato un museo
relativo alle tradizioni locali, tra cui la leggenda di Fra' Diavolo, il
frate brigante. Per gli amanti della montagna da Itri parte la strada che
porta sui Monti Aurunci (S.S. 82, detta della Valle del Liri), sede di
numerosi picnic estivi sulle loro cime, nonché luogo di allenamento per
temerari podisti e ciclisti (la pendenza non è elevata, 10-12% massimo, la
strada è ben asfaltata e sufficientemente larga, ma è lunga e senza attimi
di sosta: si consiglia a ciclisti ben preparati)
Formia è una città tipicamente commerciale. Il porto e Via Vitruvio, il suo
corso principale, sono i suoi centri nevralgici. Sulla via si aprono
splendidi negozi, come pure in tutta l'area limitrofa. Possiede una stazione
ferroviaria di importanza nazionale, nonché due spiagge abbastanza note come
Vindicio (a nord) e Gianola-S.Janni a sud. Caratteristiche ed assolutamente
da non perdere sono le frazioni montane di Maranola (da cui parte una
strada-sentiero che porta al santuario del Redentore, sui Monti Aurunci, a
quota 1200m, percorribile in auto solo fino a quota 650m), Trivio e
Castellonorato. Al confine sud (con Minturno) non si può non visitare il
parco regionale con la villa di Mamurra, alcune antiche cisterne ed il
porticciolo romano; per gli amanti della natura l'oasi naturale è davvero
affascinante. A sud del paese si trova un grande centro commerciale in
contrada Santa Croce.
Minturno: ne abbiamo già illustrato i difetti, ma va comunque visitato per i
resti archeologici di Minturnae, alla foce del Garigliano, per i “tre ponti”
sul fiume (il più antico, del 1832 e perfettamente ricostruito dopo la
distruzione della seconda guerra mondiale, quello intermedio del 1920 e
quello strallato del 1990) a poche decine di metri di distanza l'uno
dall'altro, per le bellissime chiese di S.Pietro e S.Francesco. Ha un
lungomare di svariati chilometri tra cui, al confine con Formia, spiccano il
parco regionale descritto in precedenza e la limitrofa Spiaggia dei
Sassolini, incastonata tra due colline (Monte D'Oro e Monte Scauri) che
rende il colore del mare e degli scogli sottostanti davvero incantevole.
Inoltre, l'estate, il comune pontino è sede di numerosissime manifestazioni
per attirare i turisti. Da più di 40 anni il teatro romano dell'area
archeologica di Minturnae offre spettacoli teatrali all'aperto di altissima
qualità con compagnie di livello nazionale ed internazionale. Le compagnie
locali, invece, presentano i loro lavori in una piazza del paese
appositamente allestita. Ma anche musica, gastronomia, tradizioni ed eventi
sportivi compongono il carnet che alletta il turista tutto l'anno. A
Minturno, tra l'altro, operano due compagnie di sbandieratori tra le
migliori d'Italia.
Di Castelforte bisogna fondamentalmente ricordare le Terme di Suio, impianti
termali di acqua sulfurea conosciuti fin dall'antichità.
Questa piccola panoramica mostra quanto il sud pontino possa offrire ad un
romano in cerca di un posto diverso dal solito. Io che frequento la zona da
tanti anni vi posso assicurare che vale davvero la pena di passare qualche
giorno in quelle aree: difficile trovare tante cose diverse in uno spazio
tanto ravvicinato. Dunque, buon viaggio e... arrivederci nel sud pontino!
flavio