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venerdì 30 luglio 2010

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Teatro al Sasso

Una buona notizia per gli appassionati di teatro: anche quest’anno nelle manifestazioni indette per l’Estate Cerite, dove veramente ce n’è per tutti i gusti e non rimane che l’imbarazzo della scelta, non manca la prosa ma soprattutto non manca all’appuntamento la Compagnia Teatrale del Sasso,    che dopo aver  affrontato nei quindici anni trascorsi  testi particolarmente impegnativi,  quest’anno ha pensato bene di dimostrare al suo pubblico la propria versatilità mettendo in scena tre atti unici del brillante autore teatrale Achille Campanile: "Il povero Piero" (malato da tempo, all'alba di una giornata tranquilla, Piero muore. La moglie Teresa e i più stretti congiunti devono rispettare le sue ultime volontà: la notizia della sua morte dovrà  essere data solo ad esequie avvenute...), "Delitto a villa Roung" (In una bella villa londinese, ad una riunione di famiglia indetta per festeggiare l’annuncio di un fidanzamento, avviene un delitto nel classico momento del blackout. Il povero morto ammazzato se ne sta pugnalato in scena fino alla fine, e nessuno sembra aver commesso il delitto…). e infine "150 la gallina canta" (scritta nel 1924, una vera e propria pièce comica  basata sulla famosa filastrocca per bambini).

Chi non ricorda la mirabile interpretazione della Compagnia del Sasso, riproposta giustamente per più stagioni, dell’opera più conosciuta del grande Samuel Beckett: "Aspettando Godot"?

Non riesco a dimenticare, e ancora mi viene la pelle d’oca, la rappresentazione di “Godot”, nell’ambito dell’Estate Cerite 2005, quando, per celebrare degnamente il recente riconoscimento di “Patrimonio mondiale dell’umanità” conferito dall’Unesco a Cerveteri, questo avvincente ma ostico lavoro di Beckett fu riproposto nell’affascinante cornice della Necropoli Etrusca della Banditaccia. Alle battute finali di Vladimiro “Bene, andiamo?” ed Estragone “Sì, andiamo”, che però restano fermi, fin quando il buio scenico li assorbe e li nasconde,  seguirono almeno venti lunghi secondi di assoluto silenzio, poi l’applauso esplose, fragoroso, interminabile, liberatorio. 

E ancora, ricordo, i grandi lavori teatrali presentati in precedenza: “La zia di Carlo”, “La Mandragola” (altro capolavoro di interpretazione dei nostri attori, tutti), “Il malato immaginario”, “La fortuna con la F maiuscola”… Bene, questa volta la compagnia di Marco Valeri affronta l’impatto con il grande Achille Campanile( 1899-1977) per dimostrare che la sua  pungente ironia non è assolutamente “datata”, che va bene per tutti i tempi, che sorridere, più o meno amaramente, specie in questi tempi grami, non può che fare bene al corpo ed allo spirito.

Lo spettacolo andrà in scena nei giorni 6, 7 e 8 agosto, alle ore 21,00, in piazza Santa Croce al Sasso, Il biglietto unico sarà di 10,00 euro, con riduzione per gli aventi diritto.

Claudio

 

 


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