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martedì 19 giugno 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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To Rome with love

A Roma Woody Allen guarda a quattro storie, due con protagonisti italiani, le altre che riguardano americani a Roma a vario titolo: studenti, ragazze in vacanza, genitori che arrivano a conoscere i consuoceri, un architetto alla fine di lussuose vacanze....

Tutte storie il cui guaio non è la leggerezza (il cinema è pieno d storie leggere che generano a volte grandi film) ma è la regia tanto priva di costrutto e di mordente da essere sconcertante e davvero imbarazzante.

Brutto bruttissimo film che non si può nemmeno accusare di essere pieno di luoghi comuni. E' soltanto privo di costrutto, di scrittura, di polso. E perfino Woody Allen recita come fosse la macchietta di se stesso.

Ci si chiede se Woody Allen non sia stato male di colpo perchè "Midnight in Paris" era carino, intrigante, giusto per essere lo sguardo su Parigi di un americano.

E non si può nemmeno dire che non esistano americani a Roma nella storia del cinema o che Woody Allen non conosca il cinema e l'Italia

Insomma, i motivi di tanta bruttezza resteranno un mistero, almeno fino al prossimo film dove capiremo se si è trattato di un malore o se il problema è serio.

Perfetta ovviamente la fotografia anche se la scelta delle location è del tutto iconografica: Colosseo, Fontana di Trevi, Piazza di Spagna, Tratevere, via Veneto,... insieme al Campidoglio e all'Auditorium.... tutto quello che è nell'immaginario degli americani insieme ad un paio di luoghi nuovi con cui Roma si promuove.

E citazioni: vigili, giovani spose di provincia innamorate dell'attore (Lo sceicco bianco).

Primo doppiaggio italiano dopo la scomparsa di Oreste Lionello, fatto in modo impeccabile da un bravissimo Leo Gullotta.

Che peccato. Poteva essere un gran bel film a metà strada fra l'opera collettiva in pieno stile di Commedia all'italiana e un ritorno della Hollywood sul Tevere. e invece... nulla.

 



 


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