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sabato 15 maggio 2010

           


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                   c'era una volta

Le Torri delle Finanze all'Eur

La rissa di ieri al Consiglio comunale è scoppiata nel corso della seduta che doveva approvare il progetto di Renzo Piano per il progetto degli edifici (destinati per il 70% a residenza e per il resto occupati da uffici e un giardino) che andranno a sostituire le due Torri delle Finanze, progetto già preso in considerazione dal sindaco Veltroni, (mi sembra al primo mandato) e ieri approvato dalla nuova maggioranza.

 

Le Torri delle Finanze sono (ancora per poco) i tre palazzi vicino al laghetto dell'Eur. Erano state progettate nel 1957 dagli architetti  Ligini, Cafiero, Marinucci e Venturi e poi costruite per ospitare gli uffici del Ministero del Tesoro e da lì il nome "Torri delle Finanze". Da tempo sono state quasi abbandonate perchè ritenute inefficienti e di vecchia concezione.

E col progetto di Renzo Piano si è dato al via alla demolizione,  decisa prima che scattassero i 50 anni necessari per il vincolo, iniziata nel 2007 e continuata senza interruzioni dopo che Renzo Piano ha accettato nel 2008 i suggerimenti dell'allora neo eletto sindaco Alemanno che ha voluto per il nuovo edificio "più travertino", pietra romana, perchè la nuova opera sia in linea col carattere generale dell'Eur.

Sulla demolizione delle Torri delle Finanze non sono mancate subito le polemiche e i pareri contrari.

Uno di tutto rispetto è stato quello di Renato Nicolini in una lettera aperta a Veltroni (allora ancora sindaco) pubblicata dall'Unità:

"Perché cancellare da Roma la migliore architettura degli anni '60, quasi a dar ragione a chi le ha definite con disprezzo, il capogruppo di An alla Regione Lazio, in modo del tutto ideologico, 'brutture della modernità' Per di più (le torri dell'Eur, ndr) sono state giustamente inserite nella 'carta della qualità' architettonica da tutelare approvata assieme al nuovo Prg. Demolirle la contraddirebbe subito e clamorosamente"

 

Questo uno stralcio della lettera ad Alemanno di Giorgio Biusio, da sempre protagonista delle vicende dell'Eur:
“Caro Sindaco, ho conosciuto l’arch. Renzo Piano quando ero direttore dei Servizi Architettura e Urbanistica dell’Ente EUR. (...) Durante l’incontro fui impressionato dalla sensibilità e dalla cortesia del professionista. Ecco perché, dopo aver letto la lettera che Le ha inviato a proposito del progetto che prevede la demolizione delle Torri delle Finanze, sono rimasto sconcertato. Sembra scritta da un altro uomo. (...) Vorrei ricordare al nostro che il suo progetto non solo distrugge un’opera di seri architetti razionalisti come Ligini, Cafiero, Marinucci e Venturi, ma altera, squalificandola, la Porta Sud di Roma. Ricordo le parole di Marcello Piacentini, presidente, dopo la guerra, della Commissione edilizia dell’Ente EUR: “…è confortante che la trasformazione dell’E42 nel Centro Direzionale di Roma abbia come ingresso una porta formata da Torri destinate ai Ministeri della Comunicazione e delle Finanze.” Era per lui uno dei tanti segnali che il Governo di allora dava in alternativa alla speculazione privata sulle aree urbane. (...)
Concludo facendole rilevare che la proposta di Piano di aggiungere un po’ di travertino sulle facciate del progetto, per farlo digerire anche a lei, suona come una denuncia delle Sue presunte simpatie per l’architettura del Ventennio. Grazie e buon lavoro.”
 

Una domanda di Elio Piroddi (vai alla sua lectio magistralis)
"Non capisco come si possa pensare che sia minimamente sensato demolire le torri di Ligini, indipendentemente dalla qualità del progetto candidato a sostituirle. Non capisco cosa c'entri che siano o meno un capolavoro. E' chiaro che non lo sono, ma lo è altrettanto che sono un documento di come si potesse fare, con pulizia di linguaggio, un'opera onestamente moderna. Un'opera molto al di sopra della produzione media del periodo, in particolare all'EUR. Se si vuol demolire qualcosa ( e sarebbe ora) basta guardarsi intorno. A pochi passi dalle torri di Ligini, nella piazza dell'obelisco, c'è uno degli edifici più brutti di Roma. Un edificio sulla cui demolizione potrebbero essere d'accordo tutti: modernisti, antimodernisti, postmodernisti e postfascisti."

 

Personalmente ho molti pensieri intorno a queste torri.

Non ho mai riflettuto che fossero belle o brutte. Ma so e vedo che le nostre città sono piene di bruttissimi edifici, palazzine senza carattere e senza cuore "disegnate" da geometri (con tutto il rispetto per la categoria che però non ha la formazione per il "disegno architettonico" e può e deve fare altre cose altrettanto importanti). Se penso alla cortina di palazzi di via Tiburtina, Prenestina, Casilina, Tuscolana, Appia, Boccea, Marconi.... al confronto le Torri sono sicuramente bellissime perchè sicuramente "disegnate". In questo sono concorde col parere mille volte espresso dal  rissoso, violento e lucido Vittorio Sgarbi a proposito degli orrori con cui abbiamo deturpato la bellezza del nostro paese.

Queste Torri non si potevano recuperare? Quanto sarebbe costato farle diventare uffici adeguati, abitazioni degne? Quanto costa abbatterle e costruire al loro posto un nuovo edificio che qualcuno chiama "le torri di Renzo Piano" e che torri non saranno.

Il progetto di Renzo Piano prevede residenza per 1600 persone. Giusto e bello, perchè il maggior limite dell'Eur è la carenza di residenzialità, detto in soldoni, la sera diventa un deserto pericoloso. Avere persone che abitano significa ridare vita e non posso che essere d'accordo. Ma non era proprio possibile andare ad abitare nel grattacielo?

E intendiamoci: non sono assolutamente contraria al nuovo, alle nuove architetture, sono stata sinceramente entusiasta di opere che i romani continuano a criticare come i "bacherozzi" dell'Auditorium (sempre di Renzo Piano) e l'Ara Pacis di Meier. E in fondo penso che perfino la "macchina da scrivere" sicuramente più imbarazzante delle Torri, ha un suo motivo d'essere. Per non parlare di Corviale che ritengo una delle cose più inquietanti e interessanti degli ultimi 40 anni di architettura a Roma.

Posso immaginare i motivi, le necessità, le opportunità che hanno spinto all'epoca Veltroni a pensare a questa nuova ipotesi per l'Eur, motivi tanto giusti che perfino Alemanno ha continuato senza fare tabula rasa delle decisioni della precedente giunta. E non sono per niente contraria ai cambiamenti dell'immagine del territorio.

Solo che le torri non mi sembravano da abbattere.

Giudicate voi dalle foto qui accanto

 

angela cannizzaro :)

 

ps - Sono andata oggi a vederle da vicino. Piove ma forse è il modo giusto perchè le Torri delle Finanze sono come scheletri avvolti in un sudario
 


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