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lunedì 01 agosto 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Roma al tramonto d'estate

E' cominciato per motivi che apparentemente nulla hanno a che fare con Roma: da mesi ho scoperto il piacere di leggere sul computer e da anni mi sono munita di un computer particolarmente piccolo, comodo dato che mi sposto molto. Ho cominciato così ad andarmene in giro al tramonto, finito di lavorare e prima di cena, con i miei e-book cercando luoghi comodi dove godermi il fresco della sera. Questo è quanto ho scoperto.

 

 

Il Campidoglio
Il percorso non poteva che cominciare dal Campidoglio, la piazza di tutti i romani. Non so quanto di noi la percepiscano così. In effetti quando si parla di piazze romane si pensa ad altri luoghi. piazza Navona, piazza di Spagna, piazza del Popolo, piazza San Pietro, Campo de’ Fiori…
Giusto, ma questa non è solo una delle tante bellissime piazze romane, questa è la piazza dei romani, qui dal 1114 c’è il governo della città.

 

La piazza del Campidoglio era inevitabile che diventasse il mio salotto buono. E' un equilibrio delle forme, una stratificazione armoniosa, è l’unico colle dove ha l’esatta percezione di essere in cima: di fronte la cordonata, qui accanto a destra la strada che porta ai Fori, a  sinistra l’altra che scende dalla rupe Tarpea fino a San Teodoro.

E l’eleganza, questo convergere dei due palazzi di Michelangelo che tendono a racchiudere lo spazio...


Non so più quante cose ho vissuto su questa piazza negli anni dal 2003 al 2008 vissuti da giornalista.
Con la giunta Alemanno ho allentato le frequentazioni, anzi, l’attuale sindaco non me ne voglia troppo, ma proprio al Campidoglio non ci sono più andata.

Poi, un paio di settimane fa, mi sono detta che è sciocco da parte mia rinunciare ad uno dei luoghi più belli della mia città per “diverso orientamento politico rispetto all’attuale governo della città”.

E mi sono ricordata della prima volta che ho sentito che questa piazza era mia in quanto cittadina di Roma: era la sera dell’8 marzo del 2003, festa della donna. Il Comune di Roma aveva voluto dedicare alle donne africane una installazione: la piazza era stata ricoperta di grandi strisce di stoffa tutte sui colori caldi dal rosso all’ocra al giallo; era un intreccio tenuto fermo ai bordi dell'ovale michelangiolesco da una lunga striscia di sabbia rosa, quella del deserto, dove ogni tanto spuntavano delle orchidee. Musica soffusa e tutte le donne in silenzio. E ad un certo punto il vento che ha cominciato a sollevare un poco le stoffe: sembrava che la piazza avesse preso vita, sembrava respirasse, sembrava anche fosse diventato un mare colorato con piccole onde. E io ero senza fiato, stretta nel montgomery nero.

A piazza del Campidoglio, ai lati della fontana, c’è la mia poltrona preferita: una serie di gradini, tre, dove se ti siedi all’ultimo hai l’appoggio giusto per la testa: la cornice della panca in travertino.

Almeno è giusto per la mia “altezza”

Qui hanno preso casa i gabbiani. Sono gli stessi che starnazzano tutta la notte, svegli forse per le luci del vittoriano, forse perché ormai gabbiani cittadini dediti alla movida. Si appostano spesso sulle teste delle statue in cima alla balaustra dei musei capitoli e strillano, anzi a me sembra che ridano a crepapelle. Ah ah ah ah ah

Un po’ di chicche

I Musei Capitolini sono il primo museo del mondo: nel 1471, papa Sisto IV dona al popolo romano un gruppo di statue bronzee di grande valore simbolico.


Il 21 aprile, giorno del Natale di Roma, l’anniversario della fondazione,, intorno alle undici del mattino (dipende dall’agenda del sindaco) suona la patarina, la campana della torre del Campidoglio ed è l’unica volta che la si sente suonare nel corso dell’anno. Il sindaco è accompagnato dai guardaportone in alta uniforme, una divisa giallo e rossa realizzata su disegni di Michelangelo, e subito dopo i rintocchi della patarina, c’è il concerto della banda dei vigili urbani di Roma.

Il palazzo senatorio ha una storia che sinteticamente possiamo definire “di giro a 180 gradi” In epoca repubblicana e imperiale il palazzo guardava verso i fori, dove guarda ancora il famoso balconcino dello studio del sindaco. Poi, caduto l’impero romano, in epoca medievale prima e rinascimentale dopo, la città si ripopola scegliendo l’ansa del Tevere intorno a Castel S. Angelo e al Vaticano, diventato il nuovo cuore di Roma e allora il palazzo si gira e comincia a guardare esattamente dall’altra parte: Michelangelo sistema la piazza proprio in quel momento e proprio in questo senso.

Perché si chiama cordonata? La Cordonata è una strada in pendio, formata da larghi elementi trasversali in pietra o mattoni (cordoni) che la rendono simile ad una scalinata. La più famosa cordonata (Cordonata capitolina) è questa, lo dice wikipedia...


Accanto alla cordonata che ha 21 gradoni, c’è un’altra scala, adesso chiusa, che viene aperta solo quando fiorisce il glicine nel giardino fra la cordonata e la scala dell'Ara Coeli, dove c'è anche la statua di Cola Di Rienzo e una fontana nascosta; quando il glicine è in fiore, la scala e diventa una galleria di primavera.

La statua di destra guardando il palazzo, è Martorio, una delle statue parlanti di Roma. Ma questa è un’altra storia.
 

E per finire...
Per me resta indimenticabile e profetico quel mio compleanno del 2000 quando all’alba, visto che eravamo ancora sveglie (e ubriache) proposi alle mie amiche di andare a vedere sorgere il sole e venimmo qui, al Campidoglio, al giardino di Sisto IV che poi sarebbe stato l’ingresso per moltissimi anni.

Quello che conforta, parlando al femminile, è che questa è una piazza protetta: presidiata ai vigili per tutta la notte e comunque frequentata da gente discreta, turisti che non fanno itinerari di massa. Adesso per esempio, è buio, sono le 21, 30, eppure continua a passare qualcuno, qualcuno continua a guardare, qualcuno continua a sedersi e godersi la pace.
E su tutto lo scorrere dell’acqua della fontana di Marforio. Chissà cosa dice?

 

angela :)
 


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