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domenica 06 novembre 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Castel S. Angelo

La storia è nota: era la tomba dell'imperatore Adriano che in epoca medievale è stata trasformata in fortezza per il Papa. Nei lavori di trasformazione venne "Tagliata" la rampa elicoidale di accesso con una rampa dritta, più comoda per farci salire cavalieri e cavalli e armati in genere. Il "passetto", la struttura ad archi, collega Castel S. Angelo al Vaticano e fu utile durante il sacco di Roma dei Lanzichenecchi quando il Papa potè rifugiarsi nella fortezza. Fino all'Unità d'Italia, Castel S. Angelo era la prigione del Papa e anche il luogo dove venivano eseguite le sentenze capitali, qualcuna nel cortile dell'Angelo, altre sul patibolo eretto in Piazza di Ponte (che non esiste più per effetto della costruzione del lungotevere), dal lato di Via di Panico. Sono celebri le esecuzioni di Beatrice Cenci, l'ultima dei carbonari Monti e Tognetti pochi mesi prima della caduta di Roma con la breccia di Porta Pia. E celeberrima è l'esecuzione del rivoluzionario Cavaradossi e il suicidio di Tosca nell'omonima opera di Giacomo Puccini.

L'attuale sistemazione dei giardini e del vecchio fossato risale al 1933.

 

La mia storia eccola.

ci sono andata la prima volta poco tempo dopo essere arrivata a Roma. Di quella visita mi lasciò senza fiato la vista prospettica sul ponte dal percorso circolare della grande torre. E la ala delle armi dove a guardare bene le armature cinquecentesche ti rendi conto che gli uomini erano piccoli e che evidentemente gli italiani sono cambiati. E poi la sala dei busti di Adriano che era piuttosto bello, ricciolo...

E poi ci sono tornata e ritornata per lavoro: qualche ripresa ad eventi e concerti, la prima apertura notturna del passetto, illuminati fino ad un cancello oltre il quale c'è il buio e ti spiegano che è il confine con lo Stato Pontificio, su quel cancello finisce l'Italia, quel cancello è una frontiera. Buffo.

E il custode che quella sera, dopo il concerto, raccontò che la notte spesso ha sentito sente passi e rumori che non possono esserci ma dopo parlò anche di una sua personale cantina di buoni vini e vinelli.

 

Ma i giardini di Castel S. Angelo sono soprattutto il posto dove quell'anno, 1994, venne organizzata per la prima volta la Festa dell'Unità sulle stesse strutture dove da anni veniva organizzata "Invito alla lettura". Fu una festa magnifica: io facevo la volontaria al ristorante, sporzionavo rigatoni e bucatini e quando tutti andavano via, pulivo le pentole con la compagne della sezione del Pigneto. Lì ho conosciuto Maurizio che l'anno successivo, scoperto il mio vero lavoro, mi affidò la documentazione video della festa. E così ho conosciuto Tonino Tosto, capocomico del Gruppo Teatro Essere, e l'Upter dove ancora insegno Storia del Cinema e Regia. E ho conosciuto Rosi, il Lupo, la mia insostituibile amica. E Walter Veltroni che in quel tempo remoto disse che nel futuro sarebbe stato indispensabile conoscere l'inglese e saper adoperare il computer. E Patrizia La Fonte trasformata nei panni della sua Sibilla che rispondeva in versi. E poi tutti gli altri: Marco, Elena, Luigi, Valentina, Urbano, Vito, Rosanna... E Goffredo, Alberto, Lucia...

In un certo senso potrei dire che la mia vita attuale nasce quell'estate.

E sono contenta.

Tutte le volte che ci vado in bicicletta o che vado a leggere sulle panchine, mi sembra di vederli tutti, come in quelle sequenze del cinema quando all'immagine se ne sostituisce una in trasparenza, con i colori leggermente fumosi: Maurizio in giacca e cravatta che gira per gli stand, Rosi che si aggira in libreria con la torta di mele del suo compleanno, Tonino alla prima del suo "Bruscolini"...

 

A Castello si sta benissimo, sempre, sia sui viali in alto che nei giardini del fossato dove ci sono sempre molti bambini. E poi c'è il percorso visibile eppure segreto: lo stretto corridoio di servizio ai bastioni, largo non più di un metro, che ho fatto sia a piedi che in bicicletta e che gira tutto intorno. Fatelo perchè porta ad angolazioni inconsuete, ai limiti della perdita dell'orientamento.

 

angela :)

 

 


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