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domenica 16 ottobre 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Guardando il Tempio

Tiziana lo sa: non sono credente e altri amici mi hanno sentita dire spesso che mi ritengo atea a 360° oroscopo compreso. Questo non significa mancare di rispetto e Tempio io lo scrivo con la T maiuscola. Così come spengo sempre il cellulare quando entro in una chiesa, così come mi è venuto istintivo coprirmi il capo quando sono andata alla Grande Moschea di Roma.

 

Peccato che il Tempio sia un luogo sensibile, peccato che gli Ebrei di Roma (e non solo) si sentano sempre minacciati e che l'edificio sia transennato, praticamente blindato; peccato perchè immagino che sarebbe vello potersi sedere nel giardino. La sacralità dei luoghi credo che prescinde dalle nostre personali convinzioni e finiamo per sentirla e credo che non abbia nemmeno a che fare con i luoghi di fede in senso stretto ma con tutti quei luoghi in cui i cittadini si riconoscono come membri di una comunità. Personalmente ho sempre sentito una forte sacralità tutte le volte che sono entrata in Campidoglio, praticamente tutte le mattine quando seguivo come giornalista le politiche di Veltroni. Ma questa è un'altra storia. Torniamo al Tempio.

Peccato, dicevo. Ma c'è un angoletto unico, con posto unico, massimo due per gente che si vuole bene e ha piacere a stare vicina: il gradino di quell'edificio medievale che è una sede della Sovrintendenza ai beni archeologici del Comune e che guarda sul Teatro di Marcello.

Da quell'angoletto, seduti, ci si gode la sinagoga e l silenzio e anche la sicurezza data dal poliziotto nella sua guardiola blindata.

Ci sono arrivata una sera di prima estate che al Campidoglio c'era una manifestazione e, piuttosto seccata, mi ero messa a cercare un altro posto tranquillo dove leggere il mio e-book.

Nello spiazzo del Teatro di Marcello cominciava il concerto in cartellone, un mix di canzoni tradizionali da tutta l'Europa, dalle gighe celtiche, ai canti ebraici, alle arie del rinascimento italiano. Bellissimo, con una cantante che aveva una voce d'angelo.

E intanto scendeva la sera e volavano le rondini con i loro strilli prima di andare a dormire. Le rondini, per chi non se ne fosse accorto, quando a terra non c'è movimento, volano basse e se stiamo davvero molto fermi, sembra quasi di poterle toccare tanto vengono vicine. Cercano zanzare, è la loro ora di cena.

 

E' stata una delle serate più belle che ho passato quest'estate. Il buio è arrivato accompagnato dalla musica.

Ci sono tornata altre volte ma per quel posto unico max due bisogna essere fortunati: i turisti lo conoscono bene e lo apprezzano, anche senza concerti.

 

angela :)


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