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01.10.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                  c'era una volta

Trekking urbano: a ritroso nel tempo -  le trasformazioni di Roma

Terza edizione del passeggiare come turisti a Roma, quest'anno per me, ex-studente di architettura, particolarmente ghiotta: un viaggio nel tempo seguendo le trasformazioni urbanistiche di Roma dal Vaticano a Corso Vittorio e via Giulia.

Viaggio a ritroso. Il percorso è stato tanto ricco da meritare tre puntate del mio "c'era una volta"

 

Trekking urbano: Via della Conciliazione

C'era una volta Mussolini che nel 1929 firma i Patti Lateranensi con cui il Papa, che dalla breccia di Porta Pia si era rinchiuso in Vaticano, apre nuovi rapporti con lo Stato Italiano.  Nel 1931 viene approvato a Roma il Piano Regolatore e Mussolini che era piuttosto "decisionista", nel 1934 decide che occorre creare una grande strada monumentale di accesso a piazza San Pietro, una strada che celebri i nuovi accordi con il Papa, che renda "finalmente" visibile la facciata della Basilica, che favorisca i pellegrini e i turisti.

Così, nel 1936, sul tetto di una delle case sferra la prima picconata che da il via alla demolizione della Spiana di Borgo.

 

Che cos'era? Semplice. erano le case e i palazzi che stavano davanti alla Basilica iniziata da Bramante nel 1506 a sostituire la vecchia Basilica Costantiniana, proseguita da Raffaello, da Michelangelo, da Maderno e finita nel 1667 con il colonnato del Bernini (da cui il detto "e che è? la basilica de san Pietro! riferito a quei lavori che non finiscono mai - ma su questo  i massimi esperti tra i nostri redattori sono Duccio e Claudio)

Tutto intorno alla Basilica c'erano i "borghi", Borgo vecchio e Borgo Nuovo, una parte di città del tutto simile al resto del centro storico: vicoli, piazze su cui affacciavano palazzi e chiese, un tessuto minuto. Ed era proprio questo tessuto fitto che dava l'effetto di magnificenza nel momento in cui, dal vicoletto, si finiva do colpo, "tra le braccia" del colonnato di Bernini.  Lui veramente non l'aveva fatto solo con questo scopo, quanto per la necessità di riequilibrare la cupola di Michelangelo con la facciata di Maderno forse un po' troppo grande. Ma alla fine l'effetto era quello dello stupore. Lo raccontava anche Alberto Sordi che da bambino, per il suo compleanno, il padre una volta lo aveva portato a San Pietro e ancora ci si arrivava dai vicoletti dei borghi.

Via della Conciliazione viene terminata in un anno, compresi i lavori di sistemazione dei palazzi.

E qui si scoprono la curiosità particolarmente ghiotte. Intanto c'e da dire subito che una volta demolita la spina, il fronte dei palazzi a destra e a sinistra della nuova via, non sono paralleli ma leggermente convergenti e questo disturba l'effetto prospettico che invece si vuole raggiungere. E quindi i palazzi vengono allineati tranne la Chiesa di Santa Maria in Traspontina e palazzo Torlonia (ricorda palazzo della Cancelleria): guardando la Basilica, sono sul lato destro e, facendoci caso si nota che sono leggermente arretrati rispetto agli altri.

Gli altri palazzi sono quasi tutti rimaneggiati all'esterno e all'interno: di qualcuno viene salvato il portale e ricostruita la facciata (Hotel Columbus, civico 15 che era il Palazzo del Governo - la facciata ricorda Palazzo Venezia), altri sono stati costruiti ex novo come i palazzi in testata con i due propilei, altri ancora sono stati smontati come palazzo Caprini che chiudeva piazza Scossacavalli ed è stato ruotato di 90°.

    

Piazza Scossacavalli che era davanti al Palazzo Torlonia, ovviamente, non esiste più; solo la sua fontana è adesso in piazza S. Andrea della Valle (tante fontane di Roma sono dette "peripatetiche" ma questa è un'altra storia). C'erano persone che ricordavano tutti questi pezzi smontati e numerati per essere rimontati poco distante.

 

Senza contare i lavori tutto intorno che finiscono soltanto nel 1950.

E' dal 1936 che si discute sulla bontà dell'intervento. In generale viene considerato negativo, "un'opera di macelleria", lo definisce Antonio Cederna che aggiunge si è trattato di un'opera servita ai venditori di cartoline che così avevano grandi prospettive , qui come al Colosseo (non a caso via dei Fori Imperiali è frutto di un altro grande lavoro di Mussolini)

Certo, alla luce di quanto è successo per i funerali di Papa Woitila l'anno scorso, senza via della Conciliazione...

Di sicuro è che l'intervento è stato fatto senza documentare quello che c'era: non un archivio, non una foto, non un elenco. tutto perso per sempre.

Mussolini giustifica la demolizione dei Borghi anche con questioni di ordine igienico ma nei Borghi si viveva ne' più ne' meno che a Trastevere o a Campitelli.

E gli abitanti? Molte famiglie finiscono a Primavalle, case popolari sorte in quegli anni quando il piano del 1931 prevedeva la costruzione delle borgate. Primavalle era lontana da tutto, unico vantaggio la stazione di Monte Mario (neanche tanto vicina) davanti al manicomio del Santa Maria della Pietà. Ma anche questa è un'altra storia.

 

angela :)

 


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