06.05.2007
antichi sapori
Uovo,
salatini e fantasia
Ieri sera la nostra minirassegna dedicata a Mario Monicelli prevedeva due film e fra i due film un aperitivo. Claudio aveva portato tanti salatini.
E i pasticcini, che sono stati... ehmm... diciamo graditi ma il termine giusto sarebbe divorati.
Questa cosa, fra parentesi mi fa riflettere: effetto delle diete che hanno eliminato i dolci e appena ce n'č uno non ci pare vero? o č l'antico effetto festa che non č tale senza dolcetto?
Comunque i salatini sono stati abbandonati nelle loro ciotole. Poveri...
Io li ho messi via e... stasera...
E' una delle infinite varianti delle uova in frittata.
Ho preso i salatini e li ho tritati fino a farli diventare come pan grattato. Si puō fare con il frullatore ma si rischia di rovinare le lame; il modo pių tranquillo č usare il passaverdure con il setaccio a buchi larghi.
Tutto tritato, tutto tritato... chi lo diceva? Forse Paolo Villaggio in una vecchia gag con l'accento "tetesco"; mia madre, grande fabbricatrice di frittate con il pan grattato rideva tanto.
Erano due manciate scarse.
Una volta "tutto tritato" li ho mescolati con due uova sbattute, un pizzico di sale, una manciata di prezzemolo grattugiato.
Un filo d'olio d'oliva sul fondo della padella, versare il tutto, fuoco lento, rigirare e il piatto forte della cena frugale č fatto.
E i salatini abbandonati si sono sentiti utili.
ac :)