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Alla ricerca di Roma sparita
Da una provocazione redazionale, l’idea di avvicinarmi alla ricerca dei luoghi di Roma com’era negli acquerelli di Franz Roesler, per capirci, di una Roma sparita, mi affascinava.
Ero entrato nella parte. Nella realtà sapevo, da romano di nascita, come è diversa la città solo dagli anni del dopoguerra ad oggi, ma ho voluto immedesimarmi in chi, credendo magari di essere un viaggiatore della fine ottocento, va alla ricerca di indicazioni utilizzando un libro di foto ed acquerelli di Franz Roesler per descrivere una certa Roma che non esiste più.


In una meravigliosa giornata di sole, che solo Roma sa dare, con un cielo azzurro intenso, mi sono diretto verso l’Arco di Giano, accompagnato dalla mia macchina fotografica digitale, iniziando un percorso in una delle zone più belle di Roma che gravitano intorno all’Isola Tiberina.

Venendo da Via di S. Teodoro, la piazza dell’Arco di Giano è ancora una zona tranquilla, di una tranquillità irreale per il traffico che vi è intorno verso le dieci di mattina. Vedere però la serenità e la calma rappresentata da Roesler in quell’acquerello che la rappresenta, è tutta un’altra cosa. Ormai l’Arco di Giano è messo in gabbia per difenderlo dagli assalti “ dei barbari moderni “che ormai vivono a Roma , il resto della piazza è pieno di catenelle e ripari per evitare che anche qui si insinuino automobili e motorini che ormai sono in ogni luogo. La mia foto non da l’impressione del luogo riprodotto dal pittore ma la riporta senza anima di una calda mattinata di un caldo ottobre romano, naturalmente con lo sfondo di automobili in sosta. Una delusione.
Sono andato poi alla ricerca dello sbocco della Cloaca Massima nel Tevere, anch’esso riportato in un acquerello di Franz Roesler. E’ rimasto com’era ma ormai assediato e nascosto dagli arbusti degli alberi cresciuti sul greto del fiume.
Mi sono poi immerso nei vicoli nei vicoli di Trastevere alla ricerca di Via di S.Bonosa uno dei celebri paesaggi urbani di Roesler. Trastevere è ormai un quartiere cosmopolita, come tutti sanno, e le viuzze che portano verso Via S.Bonosa sono piene di turisti. Vi è nell’aria ancora un profumo di pane appena cotto che esce da qualche forno della zona ma le vie sono quinte di teatro piene di ristoranti di ogni tipo, piccoli e grandi, che vorrebbero richiamare atmosfere d’altra epoca ma finte, lontane un miglio. Arrivo a Via S.Bonosa. Qui non è cancellata solo l’atmosfera di un'altra epoca, ma non esiste proprio più nulla di quello che era stato dipinto da Roesler. Ho fotografato quello che ho potuto , come fossi un reporter che va sul luogo di una catastrofe per documentare la diversità da quello che vi era da quello che c’è ora. E’ ancora bella e positiva forse l’abitudine dei romani alla vita di strada, poiché le vie di Trastevere erano piene di folla vociante e variopinta, ma solo questo. E non di più.
All’Isola Tiberina e vicino a Ponte Rotto, altri luoghi caratteristici per l’ispirazione di Franz Roesler, qualche squarcio di vecchia Roma si potrebbe ancora trovare, stavano però smontando sull’isola le attrezzature servite per l’Estate Romana, vi era una gru enorme che svettava da ogni luogo cercassi una inquadratura. Ho avuto grande difficoltà nel ricercare di riprodurre alcune delle sensazioni che emanano dagli acquerelli di Franz Roesler.
Forse qualcosa della Roma sparita si può ricercare e trovare nei vicoli di Trastevere o del Centro Storico e nelle botteghe degli artigiani e dei rigattieri che ancora esistono anche se ormai ridotti a poche unità ( ormai vi sono i mercatini in ogni quartiere ), ed è li che la prossima volta andrò, con un occhio a Franz Roesler, ma alla ricerca di qualcosa che sia più un ponte tra l’antico ed il moderno.

massimo
 

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