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mercoledì 02 settembre 2009

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                        for de porta

Sì, viaggiare

Non si offendano i veneziani ma Venezia mi è ormai così familiare che arrivarci in quattro ore alla fine mi sembra di essere andata veramente appena for e porta.

Non solo; la colonia romana alla Mostra del cinema, come è intuibile, è piuttosto numerosa e alla fine fra amici ritrovati (di quelli che a Roma non vedi mai), amici che arrivano alla spicciolata, sembra di stare a casa. Bello ma io ho anche bisogno di sentire che sono lontana da casa e dalle "solite cose".

Così stavolta ho deciso il giro lungo, che avevo fatto già una volta: sono arrivata a Venezia da Chioggia e dall'Adriatico.

Funziona così.

Roma-Ancona: per motivi di coincidenze è stato l'unico treno veloce (eurostar) che ho preso. Percorso noto condito da un paio di considerazioni. A Foligno sono saliti quattro ragazzi, andavano una settimana al mare a Riccione. Ho chiamato la nostra amica a Spoleto che mi ha confermato: per noi il mare è l'Adriatico.

Falconara ci casco sempre nel senso che la linea ferroviaria arriva a Falconara ma Ancona è più a sud e quindi per proseguire sull'Adriatico poi "si torna indietro".

Comunque già da Falconara si vede il mare e si comincia a respirare salsedine che per qualcuno è elemento essenziale della "dieta".

Ad Ancona una volta ci sono stata per lavoro, ma oggi avevo una quarantina di minuti prima del treno successivo, pochi per andarsene in giro, giusti per ciondolare in stazione e sbirciare la gente. Ancona, per come è fatta e per come si muovono i suoi abitanti, mi da l'idea di un posto anomalo per essere del centro Italia: é un posto di mare ma è anche una città storica del centro Italia. C'è qualcosa che mi sfugge e quindi mi intriga. Intrigantissima è la stazione con le strutture in ferro di inizio novecento e gli altoparlanti a tromba. Una meraviglia.

Ancona-Bologna. Treno regionale con piacevolissima sorpresa: tutte le carrozze erano con aria condizionata, non ai livelli dei "cari" (nel senso del costo) eurostar, ma comunque confortevole. E questo è stato sicuramente la vera scoperta del viaggio. Il treno da Ancona fino a Pesaro corre lungo il mare e nel tratto subito dopo la raffineria di Falconara la situazione è treno-una fila di case-spiaggia e una serie di stazioni dove il treno si ferma. Così per un tratto lungo fin quasi a Senigallia dove le file di case diventano tre o quattro.

A Pesaro si penetra in città, poi c'è un po' di collina (e infatti mi sono addormentata) per poi ritornare sul mare a Cattolica. Da lì è come un'unica lunga città: Cattolica, Riccione, Rimini dove la linea ferroviaria piega in campagna verso Bologna.

Ciao Adriatico che per me che sono Tirrena di nascita prima e di residenza poi, è un mondo rovesciato dove devo ragionare per orientarmi visto che il sole non tramonta sul mare ma alle spalle delle colline. Strano l'Adriatico, ma pieno di fascino con le sue piattaforme e le petroliere attraccate: a Falconara scaricano il petrolio che tramite brevi oleodotti arriva dritto dritto alla raffineria e più su sono ferme per lo stoccaggio temporaneo del petrolio nei serbatoi. So che tutto questo è una bruttissima faccenda ma l'immagine è tragicamente suggestiva, come uno scenario post-qualcosa.

Savignano (sul Rubicone, quello di Cesare che "alea iacta est" - il dado è tratto passò in armi il confine di Roma e diede inizio alla prima guerra civile della Repubblica); Faenza (ne parlava lucio Dalla in quella meraviglisa canzone che era "Anidride solforosa"), Imola (dove sono le macchine da corsa?), Mirandola (ecco dov'era, c'è in una bellissima canzone di Gino Paoli insieme a Parigi e a Shangri-La...), San Lazzaro di Savena... Guccini, "la fiera"

Ma è un viaggio nella musica, altro che Firenze-Bologna-Venezia Mestre.

Bologna-Rovigo: nulla di nuovo, viaggio più che noto, treno in lieve ritardo ma condizionato.

Rovigo-Chioggia: peccato, il trenino non c'è, la linea è sospesa per lavori, si va in pullman gran turismo. Rosolina... era la tappa del viaggio in bicicletta sul Delta e poi fino a Venezia che avevamo saltato. E poco dopo Rosolina ecco sulla Romea l'incrocio di Sant'Anna e la strada accanto al binario che abbiamo fatto e poi l'altro incrocio al ponte di ferro di sottomarina, il ponte sul Brenta.

Chioggia stazione: quell'unica volta che ero arrivata in treno, Vittorio si era rifiutato di avventurarsi con autobus e avevamo raggiunto l'imbarco con un taxi ma avevamo anche bagagli sicuramente molto più impegnativi del mio zainetto ultracompattato. Il barista della stazione mi ha detto che proprio non valeva la pena di prendere l'autobus che tanto avrei fatto due fermate per poi proseguire comunque a piedi. A piedi quindi, sempre dritto. E così sono entrata da quella che immagino sia la porta di Chioggia. Sempre dritto e in una quindicina di minuti ero al battello con la considerazione che Chioggia vista a piedi è una Venezia con le macchine, come nei sogni confusi (e anche un po' brutti).

Solo che adesso la strada principale di Chioggia è quasi pedonale, "a traffico limitato"

Davanti al battello, tho! il rimorchiatore Pardus, conosciuto tanti anni fa alla Riva degli Schiavoni e che forse adesso abita qui a meno che non sia anche lui in gita.

Il resto è più o meno cosa nota: battello Chioggia-Pellestrina, Autobus linea 11 lungo tutta Pellestrina, imbarco dell'autobus sulla motonave per raggiungere Alberoni e da li  dritti verso Lido e gli imbarchi dei vaporetti per Venezia

Vale la pena di fare un po' di geografia di una Venezia e dintorni di sicuro sconosciuta ai turisti.

Chioggia, Pellestrina, Alberoni, Malamocco, Lido, San Nicolò, punta Sabbioni...

La laguna è tale perchè separata dall'Adriatico da due lunghe isole, Pellestrina e Lido. Pellestrina è davanti a Chioggia che è l'ultimo lembo di terraferma venendo da sud. Punta Sabbioni è il primo lembo di terraferma a nord.

Ci sono quindi tre varchi verso il mare che si chiamano "Bocche di porto" dove si sta costruendo il MOSE per riparare la laguna dall'acqua troppo alta.

Sull'isola di Pellestrina ci sono i... quartieri... borghi... fate voi di Pellestrina, Sant'Antonio, San Pietro in Volta e Santa Maria del Mare;

sull'isola del Lido ci sono Alberoni, Malamocco, Lido e volendo anche San Nicolò che però non è una vera e propria località ma è tanto per capire dove stanno le persone.

Agli Alberoni c'è il faro che mi ha innamorata.

 

angela :)

 

ps - sono arrivata a casa alle otto di sera, ci ho messo dodici ore contro le 4 e mezza ma ... è stata una "magnifica avventurrra"


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