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                                                                                                   accade a Roma

Vezio Bar: sembra di tornare finalmente a casa

Vezio è come una scatola piena di sorprese. Puoi conoscerlo da anni, è così generoso che ti fa sentire parte della sua vita. Puoi conoscerlo da anni e ogni tanto scopri parti della sua vita che sono degne di passare nei libri di storia: storia della politica, storia del cinema, storia di Roma... Per dirne una: ieri mi ha raccontato che Ferreri per un suo film si è ispirato al racconto di una sua certa vicenda sentimentale.

E così via.

 

Il bar di Vezio dietro Botteghe Oscure è stato un punto fermo nella sinistra romana e italiana. Credo che nessuno che andasse a Botteghe Oscure per una riunione di partito, non sia andato a prendere il caffè da Vezio. Il bar era un museo, una mostra permanente, un work in progress di foto, ricordi, cimeli, personaggi della cultura e della politica italiana degli ultimi...30 anni? diciamo 30. Era così "storico", che l'ho trovato sulla guida inglese che Stuart, scozzese, si era portato nella sua prima visita a Roma.

Poi lo sfratto, poi l'assegnazione del locale a Tor di Nona nell'ambito del risanamento della strada. Poi i lavori, poi il bar aperto che piano piano è tornato ad essere un luogo dove fermarsi a fare due chiacchiere. Poi, durante la chiusura estiva Vezio e Maria hanno riattaccato parte delle foto, dei ricordi, dei cimeli. E oggi la festa ufficiale: vino dei Castelli nelle damigiane, porchetta, bicchieri di carta e tanta serena allegria.

Ritrovare le foto per me è stato come tornare finalmente a casa. Casa piena di amici che faccio fatica a vedere e che invece oggi erano qui a brindare con Vezio: Maurizio, Roberto, Bruno, Pino... E Carla e il volpone Roberto che non conoscevano Vezio e che torneranno. E c'erano, come ogni giorno, i vicini di casa, quelli che si sono ritrovati un baretto e che hanno cominciato a incontrarsi. E poi i ragazzi che Vezio vuole siano i futuri gestori del suo bar dove si parla do politica e si sente musica cubana.

Avevo in programma di fermarmi il giusto tempo per due chiacchiere, gli auguri, le foto per l'articolo e invece sono rimasta per ore e con me altri amici. Ho riassaporato il piacere di dovermi fermare, fermare l'attenzione per "vedere" le foto e i momenti: Fabio Mussi che sorride sotto i suoi baffoni piegando la testa di lato come un bambino, Pasolini alla sua macchina da scrivere, le matrioske in fila sulla mensola, Massimo Cacciari sorridente e acuto, le tessere del PC, il vecchio tavolo di marmo e di Marco (Marco sono anni che si siede a quel tavolo, prende la sua birra, legge il giornale), Walter Veltroni che bacia Vezio il giorno della consegna del locale (nonostante il cappuccino col maritozzo tutte le mattine, Veltroni non si era mai fatto fotografare con Vezio, dichiarando che lui c'era in una foto di repertorio, era ragazzo, dietro a Belinguer "e sto bene lì").  Questa foto del bacio con Vezio l'ho scattata io. Che Vezio abbia voluto esporla non solo mi ha lusingata ma ho pensato che quella mattina, in tutta allegria, ho fatto una cosa bella, che tanti altri vedranno per tanto tempo, un abbraccio fra persone che si vogliono bene.

Nonostante non ci sia tutto quello che c'era, è impossibile raccontare tutto quello che c'è. Bisogna andarci da Vezio. Per vedere e per stare insieme a lui e Maria. Carla, il volpone Roberto e io abbiamo deciso di istituire l'aperitivo sabato mattina da Vezio. E invitiamo tutto lo staff e tutti gli amici di IloveRoma a venire all'appuntamento.

Ci vediamo da Vezio a Tor di Nona sabato prossimo a mezzogiorno.

angela :)

 

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