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29.08.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                        for de porta

Viaggiare con lentezza

Ho un amico ferroviere, Andrea; fa il macchinista, come quello della "Locomotiva" di Francesco Guccini: macchinista, ferroviere. Ed è a lui, ho scoperto verso la metà del viaggio, che vanno dedicate queste riflessioni.

 

27 agosto - ore 9.00 - Voglio andare a Venezia con treni lenti. Aveva ragione Vittorio quando diceva di preferire l'aereo al treno, anche per andare da Roma a Venezia (4 ore e mezza in treno da centro città a centro città - 4 ore in aereo considerando le distanze dagli aeroporti) perchè per andare in aereo "fai più cose", fai altri due piccoli viaggi, non ti annoi. Non so quanto mi annoio su un comodo Eurostar, in generale dormo beatamente, ma le piccole tratte mi divertono di più oltre a essere un notevole risparmio: Roma-Venezia tariffa normale "solo" 27 € contro i circa 50. La TAV non la prendo neanche in considerazione.

Ma le FF:SS. (si chiamano ancora così?) sono diaboliche: spendi la metà ma ci metti il doppio del tempo.

Dal giorno in cui è stato inventato il "pendolino" (nome orai desueto, consumiamo in fretta) che aveva in sostanza sostituito il "rapido" (poche fermate e velocità sostenuta), sono spariti sulle lunghe percorrenze i treni lenti. In buona sostanza per andare da Roma a Bologna bisogna prendere due treni, uno per ogni regione, treni che ovviamente non sono in coincidenza fra di loro ma hanno un'attesa di una mezzoretta (per fortuna considerati i possibili ritardi.

Quindi la logica vorrebbe che per andare da Roma a Venezia (Toscana, Emilia, Veneto) ci vogliono tre treni. E qui scatta la quintessenza della diabolicità perchè da Firenze a Bologna (una tratta di soli 80 km) NON esistono interegionali, bisogna andare a Prato e da lì a Bologna. Tre regioni - quattro treni.

Alla biglietteria di Termini ho chiesto il mio biglietto a tariffa standard e la bella bigliettaia mi ha chiesto con quale treno volevo partire. Ma se la tariffa è standard non c'è prenotazione e quindi il treno è indifferente. Sì, signora, mi sento rispondere - ma il computer senza l'indicazione del treno non mi da il biglietto anche perchè è una tariffa che non chiede più nessuno. In Italia tutti ricchi.

Morale: tanti biglietti.

 

Partenza - questi treni interegionali sono piacevolmente vuoti, a meno che non sia l'ora di punta  la direzione da o verso le grandi città. Questo è popolato di ragazzi con lo zaino. Ad ogni stazione qualcuno scende, qualcuno sale. Sto ascoltando il progressivo variare degli accenti: da laziale a umbro, a toscano.

 

Ore 13 - Firenze - Fino a Firenze è stato proprio un altro viaggio, la linea percorsa è parallela a quella veloce ma attraversa posti diversi. Il tratto Roma-Firenze, fra l'altro, per me è il più noioso, mi sembra che attraversi il nulla, nessuna città di riferimento che mi dica dove sono e quanto manca, solo l'orologio. Nessuna traccia di Chiusi, Cortona, Arezzo, Montevarchi...

 

Il treno per Prato in realtà è quello per Lucca e quindi ci sono turisti. Sono le vecchie carrozze dei trenini locali diesel ma fresche di "restiling": sedili comodi stile alta frequentazione verso Fiumicino, aria condizionata. E sui sedili tutti le copie del Corriere della Sera. Veramente pensavo che fossero state abbandonata dei viaggiatori e invece è un servizio all'utenza con un timbro rosso "invito alla lettura" 

Devo venire più spesso a Firenze, tanto bella e tanto estranea. La stazione ha il colore del ferro, è dura e austera e avanti c'è il "tunnel" per i taxi come a Milano Centrale.

Per andare ai binari 1-5 c'è un passaggio laterale, come a Venezia dove proprio non si sospetta che da quella parte ci sia un altro pezzo di stazione ed è effettivamente un altro mondo, con le tettoie ancora il legno.

Deve essere effetto dell'aria condizionata, ma il treno si è riempito anche se mancano venti minuti alla partenza.

 

Accenti - Questa riflessione sono sicura di averla fatta latre volte ma, come si dice? "repetita iuvant".

Sul treno c'è una ragazza molto carina, abbronzatissima, anche troppo, è proprio "nera". Ha chiesto una informazione in un italiano pressochè impeccabile, poi ha cominciato a parlare al cellulare nella sua lingua siciliana o al massimo calabrese dello Stretto (Villa, Scilla, Bagnara?) che, fra l'altro, richiede di essere strillata, come molte lingua del mezzogiorno del mondo (avete mai notato quanto strillano i cingalesi?).

Comunque, ogni volta che sento parlare una lingua del sud e vedo l'ombra di fastidio sulle facce dei silenziosi toscani, milanesi, veneti... mi chiedo se ci sia qualcosa di OGGETTIVAMENTE sgradevole nella fonetica di queste lingue, oltre che nei decibel, o non si tratti del solita discriminazione cultural-territoriale. Perchè quelle del sud sono le lingue dei terroni, poveri e incivili.

ipotesi avvallata da un fatto semplice: nessuno in Italia parla un buon italiano. Non lo parlano i veneti, non lo parlano i lombardi, non lo parlano i piemontesi e per certi versi neanche i toscani.

La mia amica Stefi, romagnolo-veneta, non lo parla. E non lo parlo neanche io quando decido di abbandonarmi al romanesco.

 

ore 14 e rotte - Prato Centrale - Questa stazione è tutta un transito, un continuo passaggio di treni sui binari 5 e 6, alcuni sono lunghissimi, rari a vedersi, treni merci. Già, perchè rari? Rari per chi non abita vicino alla ferrovia, certo in stazioni "di testa" come Roma o Venezia o Napoli non si vedono.

Qui a Prato ogni binario ha una sala di attesa nel senso che il sottopassaggio arriva in un ambiente chiuso. Non capisco perchè ma quella volta che era inverno l'ho trovato provvidenziale perchè qui fa un freddo cagnaccio.

Segnalo la presenza di zanzare, accidentaccio.

E come volevasi dimostrare, Prato in questa percorrenza da Roma al grande civile nord è il punto TOPICO: coincidenza con Bologna, circa un'ora di attesa.  Ma il treno anche questo è piacevolmente condizionato. Tempo addietro era un trenino antidiluviano.

Ci sono parecchie persone, compagni di viaggio e di scelta: non regaliamo soldi alle ferrovie, andiamo lenti.

Il treno è una specie di metropolitana, va avanti e indietro, arriva, scarica i passeggeri e riparte; Prato - Bologna, Bologna - Prato....

Poverino, che noia.

...finchè un giorno il treno 11692 di Trenitalia decise di fare una botta di vita. Appena fuori dalla stazione, cambiò binario e si diresse verso il mare. Non fu impresa facile perchè sulla strada ferrata...

 

Appennino Tosco-Emiliano - Non si direbbe ma questo tratto è pieno di stazioni e alcune proprio grandi.

Vaiano: di cosa vivrà la gente di Vaiano?

La ragazza dark (capelli neri, trucco nero, vestito nero, unghie nere, collare chiodato stile mastino nero) appena salita sulle prime mi è sembrata impegnata con un palmare molto sofisticato, poi dai gesti che faceva con il pennino ho capito che stava giocando, era una play station. Lei è molto carina, è mora e ha azzeccato il suo look, ma se una si sente dark ed è biondina?

Vernio: grossa stazione, perchè?  Che ci fanno? Qui comincia la lunga galleria "italicus" che finisce a Grizzana. Perchè qui stanno salendo tanti giovani?

Comincia la discesa. Monzuno: una stazione nel nulla.

Pianoro invece è una cittadina, nuova.

 

Bologna - ore 16,30 - Il treno ferma sempre in c... capo al binario ovest e in un caldo rovente mi conquisto il treno delle 17 e qualcosa. Ultimo tratto.

Bologna è infinitamente più trafficata di Firenze. e infatti da qui si va in molti posti: verso l'Adriatico, verso Milano, verso Venezia, verso il Brennero...

Sono a due ore da Venezia, alla fine il viaggio è volato. Questo è il tratto forse meno avventuroso: è piatto e lo conosco benissimo. Subito fuori Bologna un suono familiare: i campanelli di un passaggio a livello. Già, nel Lazio o in generale nelle zone collinose, le strade passano sopra o sotto.

Questo treno corre e corre. Sarà la pianura. Devo ricordarmi di chiedere ad Andrea a quanto va l'interegionale da Bologna a Ferrara.

Tratto prevedibilmente senza grandi spunti, perfino i passaggi a livello sono scomparsi, sostituiti da cavalcavia (poco fa c'era una strada che finiva contro la massicciata e accanto al sua aerea derivazione) o sottopassi stradali. Qui si spendono soldi in infrastrutture. E d'altra parte è normale che la pianura sia "ricca": facila coltivare, facile organizzare l'acqua, facile spostarsi.

 

Il Po - In questa estate rovente, chissà quale sarà il livello del "grande fiume" di Peppone e don Camillo? Fra poco ci siamo....

Mah, a parte una specie di isola vicina alla riva di Pontelagoscuro (Emilia), mi sembra normale, le rive sono verdissime. Già, qui al nord è piovuto tutto agosto.

E corre corre correeee la locomotivaaaaa....

Domanda: visto che la ferrovia taglia in due questo mondo con fattorie da una parte e fattorie dall'altra, e visto che non ci sono recinzioni ma solo un piccolo fosso e poi la massicciata, quanti innamorati attraversano i binari per andare nei campi del vicino dove c'è una bella figliola?

C'è un gruppo di militari tutti siciliani. Ma non strillano affatto. Uno è al telefono con la ragazza. Ha saputo da amici che lei esce con altri ma non è alterato, è calmo, ironico, saggio. Forse è insieme a lei da poco tempo, forse si da il tempo di conoscerla meglio. Sono saggi i suoi consigli e le sue considerazioni (perchè me lo hanno riferito? perchè sono amici oppure perchè sono pettegoli e vogliono fare del male a te. guardati meglio da chi ti sta intorno) saggi ma non noiosi, fermi. E' giovanissimo ma mi da l'idea di essere "uomo"

Mi impiccio? no so, mi sembra che mettersi in ascolto sia una bella cosa,

Padova ore 18,30 - Stefania! Finalmente

Venezia ore 19. Dieci ore e tante cose


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