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Viaggio in Ruanda: una scuola per Gatare e non solo

Era cominciato da quattro scuole, il Mamiani, il Tasso, il Visconti e il Virgilio. I ragazzi avevano raccolto insieme i soldi per una scuola e due pozzi d'acqua a Maputo (Mozambico), poi erano andati in Africa insieme al Sindaco per l'inaugurazione. Ognuno di loro avrebbe potuto dire "bello, bene, sono contento" e la cosa finire lì.

Ma l'Africa, dicono proprio i ragazzi,  lascia un segno, come una piccola ferita. Tornati a Roma hanno continuato, le scuole sono diventate venti e hanno lavorato per il Rwanda, il paese dove Utu e Tutsi si sono massacrati in un genocidio che non ha inorridito perchè ancora, forse, la vita in Africa non vale come in occidente.

Questa volta non sarà solo una scuola a Gatare ma anche un acquedotto, pochi chilometri, solo 4, che qui significano moltissimo: a scuola ci saranno i bagni, le donne non dovranno andare a prendere l'acqua camminando per ore, a scuola andranno insieme, studieranno insieme figli di genitori che si sono massacrati a vicenda.

La costruzione della scuola ha impiegato solo personale della città tranne un unico bianco, il capocantiere; tutto è stato acquistato in Rwanda tranne i tubi e la motopompa che sono state acquistate in Kenia.

Intorno al progetto tanti sponsor tra cui la signora Aurelia Sordi che un giorno a Veltroni in visita a casa, ha dato una busta "per i suoi progetti in Africa, credo che sia il modo migliore di ricordare mio fratello": nella busta c'era un assegno di 500mila euro.

Partiranno sabato prossimo. Ci sarà il sindaco, un consiglere della maggioranza e uno dell'opposizione, ci sarà Cristina Comencini che girerà il diario di questo viaggio. Vorrei essere con loro.

Così come ha fatto il Veltroni, voglio citare tutte le scuole che hanno partecipato al progetto: Albertelli, Plinio, Caffè, Rosselini, Lucrezio Caro, Pascal, Bottardi, Russel, Einaudi, Benedetto Croce, Virgilio, Gassman, Morgagni, Tasso, Visconti, Mamiani, Augusto, Enriquez, Labriola, Dante Alighieri, Majorana, Aristotele, Marco Polo, Aristofane. Deve essere bello patecipare a progetti così importanti. Li ho sentiti in conferenza, Claudia del Maiorana e Lorenzo del Labriola, sono ragazzi dolci ma decisi, hanno toccato qualcosa, sono quanto di più lontano si possa immaginare dallo stereotipo del ragazzo sfiduciato dell'occidente terzo millennio.

Aspettiamo i loro racconti.

 

Le foto: il Rwanda non è un deserto, somiglia alle nostre valli del trentino. La mancanza d'acqua, qui è indice di povertà di risorse economiche più che di risorse naturali. Il Rwanda è uno dei paesi più poveri del mondo.

 

I racconti di "Roma Maputo": Maria Rosaria Lomonaco, Vincenzo Pira hanno scritto per Aprile

e segnaliamo Kanibambo

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