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28.07.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                        for de porta Tivoli, Villa d'Este e non solo: 25 euro

E' stato attivato una nuova card per i turisti, Roma&PiùPass che costa qualcosa in più rispetto alla RomaPass ma offre l'accesso, oltre ai Musei di Roma, anche a quelli della provincia insieme ad un abbonamento ai trasporti pubblici di Roma e provincia, validità tre giorni.

E questo fine settimana a Roma ci sono amici ospiti e così abbiamo comprato la card, primo museo Villa d'Este a Tivoli, orario scelto il pomeriggio per poter godere del fresco del tramonto visto che Villa d'Este chiude alle 19,45.

Forse la partenza è stata un po' "calda, alle 16, 24 da Roma Tiburtina ma bisogna anche dire che i treni se non hanno l'aria condizionata, basta aprire il finestrino e l'aria passa. Il treno ci mette circa un'ora ad arrivare a Tivoli, la stazione non è vicinissima ma in fondo si tratta di una piacevole passeggiata dentro la città.

E infine, a piazza Trento, ecco l'ingresso di Villa d'Este, che nulla lascerebbe presagire delle meraviglie che ci aspettano.

Timbriamo la Roma6PiùPass, primo ingresso gratuito ed entriamo.

La Villa è magnifica, il colore dominante è ocra, dai pavimenti di cotto agli affreschi, come se il cardinale Ippolito d'Este avesse voluto restare il più possibile legato alla terra.

E ci accorgiamo subito che la villa, costruita su un pendio, è in funzione del paesaggio su cui si apre; paesaggio e vista che si aprono sì su Roma in lontananza ma soprattutto sul giardino.

Fin da ora, mentre attraversiamo le stanze, giunge rumore d'acqua.

Scendiamo per scoprire che siamo nell'incanto.

La prima fontana è quella dell'Ovato, racchiusa dentro un recinto che, sentiamo dire ad una guida che accompagna un gruppo, è il luogo più fresco di tutto il giardino. e qualcun altro sta sussurrando che è da qui che partono tutte le fontane, nel senso che è qui che c'è il collettore principale che una volta aperto alimenta tutti gli zampilli per semplice caduta dell'acqua (zampillano per l'effetto di caduta unito a quello dei vasi comunicanti, nessun effetto di pompaggio meccanico, incredibile).

Ci spostiamo lungo l'asse delle peschiere e passiamo davanti alla fontana dei Draghi e raggiungiamo la fontana della Rometta, all'altro lato del giardino. E' come un racconto: da un borgo antico nasce il fiume Aniene, rappresentato da un statua, scorre e raggiunge una nave che sostiene un obelisco. Andiamo alle fontane del Nettuno, a quella dell'Organo, a quella della Civetta, a quella della dea Natura...

Ma quello che colpisce è che tutto il giardino è un continuo, fresco scroscio d'acqua, grande o piccolo che sia. Accanto alle grandi fontane, piccole fontanelle a perfino parapetti di scale progettati perchè vi scorresse l'acqua.

Ma il sole sta calando e la villa chiude. Stasera però c'è un convegno e c'è una delegazione di giornalisti. Riusciamo chiedendolo ad attardarci un pochino fino a poter vedere il bellissimo tramonto, verso Roma.

Che meraviglia.

Con lo stesso abbonamento torniamo a Roma Tiburtina, forse domani con la Card andremo alla Necropoli della Banditaccia a Cerveteri.

 

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