12.06.2007
soggettive
Villa Lais: lo spreco dell'illuminazione pubblica
Vivo di fronte ad una villa, Villa Lais, che è stata ristrutturata e reinaugurata l'anno scorso ed ora è diventata un piccolo gioiello. Un luogo di verde e di pace all'interno della confusione e dello smog cittadino ma che, come spesso accade, ha anche i suoi difetti non ancora rimediati.
Un primo problema, tutt'altro che secondario, è la perdita d'acqua da parte delle tre fontanelle installate nel comprensorio. Una, dopo varie proteste, è stata chiusa dato che, con ogni probabilità, il tubo di scarico interno deve essere otturato in maniera non ripulibile e tutta l'acqua versata dalla fontana fuoriusciva fino al chiusino stradale. Ora una seconda fontanella sta mostrando gli stessi sintomi della prima e stiamo tutti attendendo una rapida soluzione. A tal proposito pongo una domanda che apparirà banale ma non lo è: perché nelle fontanelle di Roma non si può installare un rubinetto come in tante analoghe sparse per il resto d'Italia? E' una questione di risparmio di una risorsa, l'acqua potabile, che non è né gratis, né eterna, soprattutto in questo periodo di cambiamento climatico...
Ma il problema, anzi, lo spreco, maggiore è legato all'illuminazione pubblica. Il restauro dell'anno scorso ha introdotto una trentina di lampioni che la sera illuminano a giorno i vialetti ed i prati dell'intero parco. Già il fatto di aver utilizzato pali legati all'illuminazione pubblica anziché collegati a pannelli solari (esperimento attuato con successo in un piccolo parco sito a meno di cento metri da quello in questione) è questionabile, ma è una scelta di tipo tecnico od architettonico che può essere compresa. Quello che non è accettabile è che tali lampade restino accese anche durante il giorno pieno. Le foto allegate sono state scattate alle 18:00 di una domenica di giugno. Non si può certo dire che fosse notte fonda. Prima delle 7:30 del mattino, indipendentemente dal periodo dell'anno, le luci restano accese ed anche dalle 17:30 del pomeriggio l'illuminazione si riavvia. Il tutto con uno spreco di energia davvero inutile. Si dirà che, rispetto a tanti altri sprechi che ogni giorno avvengono in Italia questa è una piccola cosa. E' vero, ma se non si comincia dal piccolo e da ciò che ci circonda e su cui, in un modo o nell'altro, anche noi semplici cittadini possiamo mettere rimedio, non c'è speranza di migliorare. E, pertanto, oltre a denunciare il problema, mi permetto di offrire un piccolo suggerimento a chi di competenza: perché non installare quei semplici sensori crepuscolari facilmente rintracciabili in ogni negozio di elettricità? In tal modo il problema verrebbe risolto con pochi euro e porterebbe, nel tempo, a risparmi che, seppure non eccezionali, darebbero un segno di buona volontà verso le politiche di risparmio energetico che sempre più spesso ci vengono richieste.
Dolly