20.04.2007
soggettive
Viva
Villa
L’11 aprile scorso il Comune di Roma ha reso omaggio al cantante Claudio Villa organizzando una manifestazione all’Auditorium in suo onore dal titolo “ Viva Villa”. All’epoca dei suoi maggiori successi non era il mio cantante preferito, io “tenevo” per Modugno. Ma già allora obiettivamente riconoscevo le sue notevoli capacità canore ed artistiche per la sua voce tenorile, decisamente diversa da quella dei cantanti dell’epoca, che gli sgorgava con una capacità naturale. A me non piaceva quel suo modo di fare, ai miei occhi troppo strafottente e popolare in senso negativo della parola.
Mi sento ora di voler rivedere il mio giudizio, per rivalutare alcune delle sue doti che allora vedevo come negative, e comunque ha saputo interpretare il vero spirito romano e romanesco che ora si sta perdendo. E’ stato in ogni caso uno dei grandi custodi della tradizione musicale romana, grande stornellatore “ a pungolo“, come si dice in gergo. Trasteverino verace, nato a via della Lungara al civico 25 , al centro della Trastevere doc, qui è stata collocata una lapide che dice “A Claudio Villa che ha espresso con il canto la sua anima romana”. Seppe anche portare in tutto il mondo il suo modo di cantare all’italiana, come si diceva all’epoca, con la sua voce tenorile. Si trasformò così in ambasciatore della canzone italiana e non solo romana anche all’estero perché, in un periodo in cui i cantanti italiani non uscivano dai confini nazionali, lui fu invitato per primo in tournee in Russia e Giappone e nel 1971 in Cina, unico italiano chiamato qui ad esibirsi. La sua esuberanza canora, lo faceva agli occhi di qualcuno, compresi i miei, antipatico, ma fu umanamente una persona che affrontò la vita sempre “di petto”. Prima di morire scrisse, per quando fosse arrivata la sua ora, un motto che ora è inciso sulla sua tomba e suona cosi “Vita sei bella, morte fai schifo“.
Mi riecheggia ancora nell’orecchio l’attacco di “Quanto sei bella Roma” ed ora, superata l’antipatia del momento, mi sento venire la pelle d’oca per l’emozione di sentir cantare cosi la mia Roma, che era anche sua naturalmente e di tutti quelli che hanno a cuore la nostra bella città. Ora noi diciamo “I love Roma”, ma è sempre la stessa cosa ed è lo stesso sentimento che ci anima.
Voglio, con questa mia, anche io dare un riconoscimento a Claudio Villa, cancellando la mia vecchia antipatia, e ricordare le doti che aveva, una gran bella voce ed un “ core” grande cosi come tutti noi romani.
Massimo Giacomozzi