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14.07.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                accade a Roma

Wim Wenders - Immagini dal pianeta terra

I luoghi hanno memoria. Ricordano tutto. il ricordo è inciso nella pietra. E' più profondo delle acque più profonde. E' come sabbia delle dune, che si sposta di continuo.

 

Sempre dietro un obiettivo ma questa volta quello della macchina fotografica. Wim Wenders presenta, per la prima volta, l'intera collezione delle sue 59 fotografie.

Le fotografie che variano per soggetto e dimensioni - alcune superano i 4 metri di lunghezza - sono state scattate nel corso di più di vent'anni.Paesaggi sconfinati si stendono di fronte a chi guarda le fotografie di Wenders; vasti orizzonti dividono il mondo nei suoi elementi primordiali, l'acqua, la terra, e l'aria; i deserti e le montagne sovrastano lo spettatore con inedite e sorprendenti visuali di natura incontaminata. Le fotografie di Wenders ritraggono sempre un mondo spoglio, quasi privo di presenza umana, distante, per creare visioni di natura incontaminata o paesaggi dove dove le tracce dell'uomo sono fin troppo evidenti..

La mostra sarà occasione di ripercorrere il viaggio fotografico iniziato da Wenders nel 1983, quando trascorse molti mesi alla ricerca della luce e del colore del west americano  durante la location di "Paris, Texas", e continuato attraverso la preparazione e realizzazione di molti altri film, da "Fino alla fine del mondo" a "Buena Vista Social Club". Se all'inizio fotografare era per il regista una sorta di diario visivo per i suoi film, col tempo è diventato una maniera di espressione in sè. Quello di Wenders è un viaggio attraverso molti luoghi; "alcuni dei luoghi che ho fotografato stanno per scomparire, forse sono già scomparsi dalla faccia della Terra. Il loro ricordo dovrà aggrapparsi alle immagini che abbiamo di essi".

Città, strade, paesaggi, qualche interno, raramente persone. Le foto di Wenders non raccontano storie, sono piuttosto frammenti, istantanee raffinate.

Si tratta di scatti quasi sempre realizzati da una prospettiva frontale, neutra, puramente descrittiva, senza angoli. spesso eseguiti con una macchina panoramica per catturare il respiro del paesaggio, sia esso urbano o naturale, e consegnarlo alla contemplazione dello spettatore.

Nel percorso espositivo su due piano il visitatore si troverà immerso nell'Outback australiano per arrivare al Midwest americano, attraverso il Giappone più spirituale e l'Israele moderno dei luoghi sacri. Pur restando fermo, percorrerà strade polverose, si troverà dinnanzi a orizzonti di montagne, avrà la sensazione di essere nei motel e nei drive-in, davanti a stazioni di benzina deserte, depositi di autobus, binari che scompaiono nel nulla, negozi abbandonati, cinema in disuso, foreste di bambù, strade di Berlino e della Habana Vieja, e infine dinanzi al silenzio gelido e mortifero del Ground Zero.

Su tutto e tutti il pianeta Terra, catturato da un "fotografo di luoghi", come si autodefinisce Wenders.

Luoghi che trascorriamo tutta la vita,

Luoghi che visitiamo solo per un momento

Luoghi che scopriamo per caso

Luoghi che ci attirano per il nome che hanno sulla mappa

Luoghi che non vedremo mai più

Luoghi che non dimenticheremo mai

 

Inoltre ogni sera sulla terrazza delle Scuderie del Quirinale verrà proiettqato un film di Wenders o di un regista scelto da lui per la rassegna "Wim Wenders e gl amici americani"

 

dove: Scuderie del Quirinale

periodo: dal 14 luglio al 27 agosto

orario: tutti giorni dalle 17 alle 24

biglietto: 5 euro con accesso gratuito alla rassegna cinematografica

 

"Il fatto è che io credo che l'amore sia qualcosa che non si può fotografare. Non può essere un soggetto: può stare solo nell'occhio, essere un atteggiamento dello sguardo. Per quanto riguarda la morte, la fotografia ne evoca immediatamente l'idea: perchè ha a che fare col tempo, con la fine del tempo, con l'eternità"

 

comunicato stampa

 


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