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domenica 19 luglio 2015

            

                                                                                                          la città del cinema

 

DIECI INVERNI
di Valerio Mieli
con Isabella Ragonese, Michele Riondino
Italia, Russia - 2009 - 99'


Camilla e Silvestro si incontrano appena arrivati a Venezia per gli studi universitari. E’ appena cominciato l’inverno.
La loro storia comincia male, lui è goffo e lei è timida ma entrambi hanno carattere. Il loro primo incontro assume i toni dello scontro velato. Ed è su questo vizio che si configura tutta la loro storia nel corso degli anni, dieci inverni, uno dopo l’altro mentre nelle loro vite accadono le cose previste e prevedibili: le rispettive lauree, il lavoro, gli amori, per Camilla una figlia… sempre con questo amore mai dichiarato che non riescono a dichiarare..

Venezia è inusuale, ancora più inusuale di quanto lo fosse per Pane e tulipani, ancora più solitaria. Ed è giusto così perché in fondo Camilla e Silvestro, anche se sono circondati da persone in un contesto, quello veneziano, dove è impossibile non avere contatti di prossimità, non fosse altro perchè sono prima universitari e poi giovani, hanno nel cuore la solitudine data dal loro amore non risolto, dalla lontananza amorosa, presunta tale, dell’altro.

Venezia giusta per l’inverno. Ma forse giusta per una tristezza che attraversa, anche, tutta la produzione cinematografica di qualità legata a Venezia. Senza voler considerare gli stereotipi lagunari.

Magnifica fotografia, magnifiche location, magnifico studio delle scenografie, degli interni di case di studenti che non potrebbero che essere veneziani. Vivere anche solo tre giorni in una casa di studenti veneziani per credere.

Giusti i protagonisti nei loro accenti “stranieri” alla città.
Giusta l’evoluzione, tutta veneziana: qualcuno che arriva a Venezia per studiare alla fine ci resta.
Lieto fine che ci siamo augurati, che arriva ma che non riesce a portare via tutto il freddo che si è depositato intanto sul cuore: perché questi due ci hanno messo dieci anni?
Sono e sono stati così tristi, così poco fiduciosi in se stessi i diciottenni del 1999, la classe 1981, che adesso sono poco più che trentenni? Se è così, poveri piccoli. Ma cosa non abbiamo fatto noi che eravamo già grandi?

Un film da non vedere in inverno. E nemmeno se si è solo un po’ ammaccati.

 

fiore di cactus :)

per www.lascatolachiara.it



 

 

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