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domenica 24 novembre 2013

            

                                                                                                          veneziando

Il quadruccio di casa

In casa non c'erano quadri. L'unica cosa appesa al muro erano i crocifissi sopra i nostri letti, quello grande opra il letto matrimoniale di mamma e papà, uno più modesto sopra al letto di mio fratello. E quando io, a cinque anni, passai dalla culla al letto, mamma, nel frattempo rimasta vedova, decise che in quella che era diventata la nostra camera (avevano smantellato il lettone) con due lettini a elle e un comodino in mezzo, bastava il crocifisso principale;  tanto a proteggere tutti c'era sul comodino le statuetta votiva in ottone di San Francesco di Paola, con tutti i raggi di fili rigidi e sottili e una madonnella fosforescente, piccola piccola, portata da Lourdes dalla vicina di casa.

Evidentemente, anche se in maniera inconsapevole, c'era, io credo, una dignità nella classe operaia che pensava ai quadri come oggetti unici, come opere d'arte; e visto che non si potevano comprare, nessuno pensava di abbellire le pareti con riproduzioni.

Credo quindi che la riproduzione di questa meraviglia di Canaletto sia stato davvero il primo "quadruccio di casa". Naturalmente non potevo sapere che si trattava di Canaletto e meno che mai del passaggio del Bucintoro davanti San Marco.

Avrò avuto sette o otto anni. Venezia aleggiava in casa perchè zia Nanna ci andava ogni estate e non ho mai saputo perchè, forse aveva deciso che quella era la sua vacanza (come la avrei capita... forse dovrei cercare qualcuno dei suoi tanti figli ormai vecchi per farmi raccontare, rivelare, il motivo di questi viaggi). Zia Nanna andava ogni anno a Venezia e ogni anno tornava con un regaluccio per me: un braccialetto, una collanina, una scatolina con un mosaico di vetro....

Poi su un TV Sorrisi e Canzoni deve essere apparsa questa riproduzione del Canaletto, non più grande di 30x20 cm. Mi verrebbe da dire che l'occasione forse è stata la Mostra del Cinema... perchè non deve essere stato d'estate: troppo caldo, non sarei riuscita a dedicare tutto il tempo e l'energia a quello che ho fatto e invece ai primi di settembre già non si "scendeva" più al mare ma ancora non era cominciata la scuola e c'era tempo per...

...Ho preso le forbici e ho ritagliato la foto-stampa-riproduzione... come è difficile definire le cose quando si è diventati colti e consapevoli... poi ho ritagliato un cartone calcolando il bordo della "cornice" ed è diventato un quadro, con tanto di buco. ed è stato appeso accanto alla porta della mia camera. Non era un posto d'onore, tutt'altro. Ma lo potevo vedere quando stavo a letto e forse è stata per anni l prima cosa che ho visto svegliandomi. Sarà stata anche una infanzia difficile e povera ma svegliarsi con Canaletto... anche se non sapevo... ma è il fatto di svegliarsi con la Bellezza.

 

La cornice dorata è venuta dopo.

Quando avevo 14 anni mio fratello, molto più grande di me, si è sposato e ha lasciato la sua camera, che era la più bella di tutta la casa, col balconcino che guardava il mare e i treni e la piazzetta delle palazzine dei ferrovieri. Per mamma fu uno choc ma io di punto in bianco presi  lenzuola, cuscino e coperte e possesso della mia nuova camera tutta mia, che sarebbe stata mia per tutto il liceo, dove ho imparato a suonare la chitarra, dove ho scritto le lettere al mio primo ragazzo, dove ho sognato il futuro.

In questa camera oh sì che le pareti si riempirono: il primo ad arrivare fu ovviamente il manifesto del Che, poi uno di Corto Maltese. Il quadruccio di Venezia invece rimase in camera di mamma: avevo capito che era straordinariamente kitch ma intanto mamma ci si era affezionata (lo vedeva anche lei appena sveglia la mattina) e così con la paghetta comprai una cornice simil-antica e facendo moltissima attenzione, tagliai il bordo-cornice, lo misi sotto vetro e diventò un quadruccio vero.

Alla fine del liceo sono andata via di casa. La camera sul mare-piazzetta-ferrovia non mi bastava più. Non ho mai più avuto una camera così perfetta, ma ne ho avute molte molto più belle e, parlando di vista, soprattutto una, a Venezia in Riva dei Sette Martiri, con una finestra d'angolo che guardava verso la Salute e sotto la finestra c'era un piccolo scrittoio. Chissà se la riavrò mai...

 

ll quadruccio è rimasto lì, a casa di mamma dietro la porta della camera di camera sua, per decenni. Mia madre non amava i cambiamenti, come ad un certo punto fanno tutti i vecchi.

Quando è morta e sono andata a svuotare la casa, ho scoperto che il quadruccio era rimasto lì, al suo chiodo. L'ho lasciato lì. Forse avrei dovuto portarlo con me, ma in quel momento ho sentito che era parte di quel muro e dei nostri sguardi appena sveglie la mattina.

Che lo rimuovesse qualcun'altro, devo essermi detta.

 

angela :)

 

veneziando


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