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venerdì 23 agosto 2013

            

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                   grafica

L'immagine della città

Nell'ambito della produzione grafica, un posto a parte meritano le rappresentazioni della città.

Di Venezia, come di tutte le altre città, esistono mappe molto antiche perchè da sempre la rappresentazione nasce da necessità pratiche (conoscere, monitorare l'esistente abitativo e territoriale a fini di governo e gestione) ma si fonde inevitabilmente con l'aspetto artistico e la sensibilità di chi le redige.

 

Guardando una mappa, con un minimo di conoscenza di storia dell'arte, si riesce a capire in che periodo è stata disegnata (o incisa).

Basta considerare, in questo senso, due momenti della storia dell'arte e del pensiero:

- l'elaborazione della prospettiva negli anni del rinascimento

- e la razionalità illuminista nel 700.

Le piante della città rinascimentale saranno "a volo d'uccello" e quasi sempre da angolazioni che tengono conto dell'usuale punto di vista in alto da cui si guarda la città (e la guarda il disegnatore stesso) E' il caso della pianta di Roma di Nolli. Oppure mettono in primo piano il luogo del governo come nella pianta di Venezia del De Bartoli dove "guardiamo" verso Palazzo Ducale.

 

Le mappe settecentesche hanno caratteri oggettivi, tengono conto, e da questo momento sarà sempre così, in primo luogo dell'orientamento e sono del tutto simili a quelle che noi abitualmente consultiamo (a parte le ovvie modificazioni e crescita della città).

 

Guardare una mappa prospettica rinascimentale significa spesso dover riconoscere i luoghi perché visti da una angolazione inconsueta e questo può diventare anche un gioco stimolante. Va detto che noi siamo più abituati a consultare mappe di quanto non crediamo (cercare una strada, un luogo, un ufficio...)

 

Le mappe anteriori all'epoca rinascimentale, a parte i monumenti molto noti (che ci appaiono più rappresentati che disegnati) non ci consentono di riconoscere nulla. Nulla hanno per noi, di oggettivo, ci appaiono come disegni di bambini o dipinti naïf, hanno caratteri più artistici che di scientifica utilità.

 

Dalla rappresentazione cartografica catastale o militare, oggettiva, precisa fino a diventare dettagliatissima (anche perché dall'epoca dell'aviazione le mappe sono ricavate da rilievi aereo fotogrammetrici), il passaggio alla riproduzione fotografica e' stato facile e veloce.

E ancora più facile e veloce quello alla navigazione digitale.

Tanto che sembra strano vedere turisti con una cartina, un'amica con lo stradario di Roma in macchina. E sfogliare il bellissimo "Atlante di Venezia", primo fra tanti altri che all'epoca mi suscitò desiderio prima e meraviglia poi, è un piacere solo estetico.

 

 

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