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lunedì 02 settembre 2013

            

                                                                                                          veneziando


LA PUNTA DELLA DOGANA

Credo che ci siano pochi posti più belli di questo.

E non parlo di Venezia e nemmeno dell'Italia, dico del mondo intero.

Qui si sta come sulla prua di una nave ed è questo, immagino, in senso con cui l'hanno costruita.

Qui se non si sta attenti e se si ama l'acqua si rischia di non resistere alla tentazione di allungare semplicemente un piede per andare di la, verso San Giorgio.; o allargare altrettanto semplicemente le braccia per abbracciare la laguna o l'aria, convinti di potersi mescolare al mescolio di cielo e acqua.

 

Ma questo ancora non spiega niente dei motivi della bellezza.

Non c'è dubbio che si tratta delle architetture 400, 500, 600 e 700esche, della loro armonia ed eleganza. Ma queste ci sono anche in altre città.

A questo punto uno dice, certo, ma qui sono sull'acqua.

Cioè non è l'arte in se ma la sua collocazione.

Senza voler considerare gli edifici rinascimentali o settecenteschi che si somigliano in qualunque altra città italiana, ma volendo considerare quelli più antichi, con quell'aria un po' bizantina e un po' moresca, e non parlo solo di palazzo ducale o della Ca' d'Oro o del Fondaco dei Turchi, ma in generale di tutta l'edilizia cittadina, ho trovato le stesse "immagini" per esempio a Corfù (e mi sono sentita a casa).

Ma anche qui non è la stessa cosa, non è la stessa bellezza, non è lo stesso....STUPORE.

Ecco, è lo stupore

 

Uno dei momenti più belli che ho passato qui, in preda come sempre allo stupore, è stato un paio d'anni fa, una sera che arrivava da est un temporale e il cielo si illuminava di lampi. Magnifico magico momento. I turisti piano piano erano andati via ed ero rimasta solo io, seduta a scrivere come adesso sotto il piccolo portico, e il guardiano al Ragazzo con la rana.

 

Già, il Ragazzo con la rana... Da qualche mese è andato via e al suo posto è tornato il lampione in ghisa che era qui dal 1858 e che è stato restaurato.

Il Ragazzo con la rana, scultura in acciaio bianco di Charles Ray, fa parte della collezione di Francois Pinault, francese che, dopo aver comperato Palazzo Grassi, ha restaurato  il complesso di  Punta delle Dogana per esporre la sua collezione privata. Era stato collocato al posto del lampione nel 2009 ma, nonostante ci siano state folle di turisti a fotografarlo, ai veneziani non è mai piaciuto e alla fine è stato rimosso per ignota destinazione e rimesso il vecchio lampione.

Personalmente non ho mai capito se il Ragazzo mi è piaciuto tanto. Sentivo che mi mancava qualcosa e il lampione, al di là delle abitudini, messo lì ha reso la Dogana come la punta di una nave ed è stato, per altri versi, un piccolo faro.

Certo, pensando alla nave, il ragazzo poteva essere come una polena...

Di sicuro c'è da interrogarsi sulla paura del nuovo, sulle resistenza all'arte contemporanea che si annida anche nei cuori più progressisti e anche sul quel pizzico di riconoscenza che merita Monsieur Pinault che ha spero una fortuna per restituirci la Punta della Dogana. Il Ragazzo dovrebbe restare ne paraggi.

 

angela :)

 

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