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giovedì 03 novembre 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                             la città del cinema

3 novembre

Il Festival andrà avanti ancora fino a stanotte con le premiazioni ma per me è finito già ieri mattina. Si torna a casa, come dopo un viaggio. Da una parte la solita crisi di abbandono: come faccio senza Beatrice, Maurizio, Catello, Antonella, Elisabetta, Claudio, Clara... Ma già due giorni fa mi era venuta la fatica di questo uscire tutte le mattine prima delle otto e tornare tutte le sere dopo le ventidue: niente spesa, molta stanchezza, lavatrici accumulate, frigo vuoto...  Ma mentre mi lamentavo mi sono resa conto che tutto il mondo non fa altro che uscire la mattina presto e tornare la sera, almeno per cinque giorni a settimana, per tutta la vita. E che io sono una privilegiata e che non solo non ho quel tran tran, ma che il mio lavoro coincide con le mie passioni. guadagnerò anche poco ma ...zitta,  Angela, che la vita è stata generosa. così ho pensato che va fatto l'elogio di chi con un coraggio e una forza di cui io non sono capace, si alza tutte le mattine.... l'elogio del popolo lavoratore, come avrebbe detto Peppone. Ho provato a spiegarlo ad una collega di festival, milanese di Potenza, secca, ex fotomodella convertita alle PR, che mi ha subito detto che no, scusa, e dove la mettiamo la mole di lavoro che noi facciamo e gli studi e le capacità e il prezzo da pagare... Con tutto il rispetto le ho detto che s bene di essere privilegiata e coraggiosa e di avere anche del talento. Ma che preferisco fare l'elogio del popolo lavoratore piuttosto che l'elogio del presunto quoziente intellettivo.

Arrivederci Roma Festival

 

2 novembre

Lo so e lo capisco pure: l'area ristoro ha un suo perchè e hanno un loro perchè anche i due bar-ristoranti dell'Auditorium. Sono comprensibilmente cari o, con altra angolazione di machina visto che di cinema stiamo parlando da giorni, relativamente cari: va bene prenderci un toast un giorno ma quando in una intera passata da una sala all'altra diventano un caffè, un cornetto, una minerale, un piatto di verdure, un caffè, un succo, un prosecco, un qualcosa per la cena... diventano una ventina di euro al giorno che per nove giorni diventano quasi duecento euro.  Eh no. Motivo per cui ho sempre avuto il mio panino e ho scoperto pacchetti di crackers anche nelle tasche di un certo giornalista... Solo che l'altro giorno avevo finito l'acqua. poco male, mi sono detta, Roma è disseminata di fontanella (nasoni), me ne ricordo uno proprio all'ingrasso... A parte che sta dietro il red carpet ed è irraggiungibile, ho scoperto che è "spento", non da acqua, spero sia solo in questi patinati giorni. e mi sono messa a cercarne un'altro, fidando nella memoria visiva, quasi recitando un mantra propiziatorio. Ebbene, la fontanella più vicina all'Auditorium è all'angolo fra via Via Flaminia e Via Giudo Reni, sul lato dove c'è la fermata del tram. fontanella sbilenca ma ancora accesa.

 

1 novembre

Ed ecco un altro mistero buffo. si sa che quando l'auditorium era in costruzione (è stato inaugurato per il 2000), scavando furono scoperti i resti di una villa romana e Renzo Piano dovette apportare delle modifiche al progetto in modo che gli scavi fossero visibili. Quella che si vede è la lunga parete fatta tutta di porte a vetri che da acceso ad una balconata sui resti della villa. Ho spinto il maniglione e sono stata subito blocca "signora.... SIGNORA!!! non si può uscire. Le porte sono uscite di sicurezza con maniglione antipanico, non possono essere chiuse ma alla balconata non si può accedere. Posso capire che sia stato necessario creare quell'uscita dato il nuovo volume che si creava fra una sala e l'altra. Mi risulta misterioso il divieto di accesso alla balconata.

 

31 ottobre

E' dal primo giorno che mi frullava la domanda: perchè una bandiera inglese fatta di mele e verze? E oggi l'ho finalmente scoperto: è per via della sezione "focus", quest'anno dedicata al cinema inglese fra tradizione e trasgressione (da cui le verze). E devo dire che si sta rivelando sezione interessante: un film più bello dell'altro.

                                                   E bravi i britannici!

 

30 ottobre

gli altri anni sccedeva  quasi tutti i giorni perchè le proiezioni cominciavano alle 8.30, quest'anno succede solo la domenica: l'autista del 40 si gode il piacere di poter guidare a tutta birra  su Corso Vittorio e su Via Nazionale perchè, iauhhhh, non ci sono macchine. Come non gioire con lui che per tutto il turno negli altri giorni sfida la tenuta dei suoi nervi?

... già domenica... praticamente siamo a metà Festival Internazionale del Film di Roma, da qui in avanti detto FIFR. ah ah...

 

29 ottobre

Mi sono trasferita al cinema Embassy, località Parioli, distanza dall'Auditorium a piedi di buon passo (ma nemmeno troppo) circa 30 minuti compresa breve sosta al
mercato dei Parioli per acquisto generi di conforto. Come dire che sono arrivata
due ore prima. Giro di esplorazione per trovare la "sala da pranzo" e gradita
sorpresa: sul patinato Viale Parioli all'incrocio con la patinata piazza Ungheria che vide l'amore fra Marina Allora Punturieri e il rampollo Lante della Rovere, ebbene si', ci sono un paio di panchine. E se ti siedi a mangiare il tuo paninello nessuno ti scambia per un barbone (ma forse oggi visto che e' sabato non circola troppa gente e la statistica e' favorevole). Prevenuta verso gli abitanti del quartiere? Si'.

Il vantaggio e' che il cinema e' a dieci minuti a piedi dal Giardino zoo... Opss... Bioparco, dove nella vasca all'ingresso c'e il "pesce rosso" balena
che in realtà credo sia un luccio. Mi fa strano avere abbandonato l'Auditorium, resto qui anche stasera, e questo fa pensare al vecchio veltroniano concetto di Festa in città che vive del cinema.

Tant'è vero che aspettando l'altro film, mi sono rifugiata alla Casa del cinema. Ma quant'è vita la vita...!!!

 

28 ottobre

Certo, negli anni passati ho sempre brontolato per l'organizzazione ma la location... ah, chapeau. L'auditorium ogni anno diventa una vera città del cinema, un posto dove puoi passare la giornata. La cavea è la sala da pranzo numero uno con la possibilità di scegliere posti al solo o posti all'ombra (io preferisco i secondi). E non solo: posti con o senza spalliera dove quelli con spalliera consentono la posizione 2a terra" con gambe distese o incrociate all'indiana (la cosa è data dal gradone molto profondo). il mio amico renato che temo fortemente igienista direbbe: ma così ti siedi dove altri hanno camminato! Bhe... e il bucato dove lo mettiamo?

 

27 ottobre - Mi piace questo sole rosa che colora la chiesa nuova. Nonni capita spesso di uscire a quest'ora.Mi piace anche come piano piano, il festival di Roma, per il popolo degli accreditati, si sta organizzando come gli altri: due proiezioni la mattina, pausa pranzo, qualcosa nel pomeriggio e proiezione alle 19.30.Significa che per otto giorni otto mi posso trasferire all'Auditorium, pranzo in borsa. Sarà bello trovare posti dove pranzare, dove lavorare...


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