domenica 01 maggio 2016

            

                                                                                             le fontane di Roma

Fontana di Trevi

Personalmente forse non la trovo la più bella fontana di Roma ma certamente insieme al Colosseo e al Vaticano, Fontana di Trevi è uno dei simboli di Roma.

Sbirciare un qualunque negozio di souvenir da quattro soldi per credere.

Tutti naturalmente pensano che la piazza (e per i romani conoscitori l'intero Rione II - Trevi) prenda il nome dalla fontana e invece la storia è più curiosa e antica.

Il fatto è che qui, cera un "trivium", un posto dove si incrociavano tre strade importanti della Roma antica prima e medievale poi.

Anzi per la precisione il trivium non era esattamente qui davanti ma, guardando la fontana, sul lato sinistro, nell'attuale piazzetta dei Crociferi.

Qui Agrippa nel 19 a.C. collocò la "mostra" dell'Acqua Vergine.

La "mostra" per i romani era quella che noi chiamiamo fontana ed è bella  l'assonanza fra il fatto che le fontane siano "belle" come le cose che di mettono in "mostra" (ma c'è ance sicuramente una etimologia e una derivazione concettuale tra i due termini)

L'Acqua Vergine era una delle tante acque che dissetavano Roma arrivando nell'Urbaecon gli acquedotti, Questa in particolare arrivava da una sorgente nei pressi dell'Aniene, entrava a Roma con un acquedotto su via Collatina e, dopo avere attraversato Portonaccio e Pietralta, prendeva la Nomentana, poi la Salaria, attraversava i Paioli, Villa Borghese e finalmente al PIncio si addentrava nel sottosuolo con una scala a chiocciola ancora esistente e ispezionabile. Il giro era lungo perchè l'Acqua Vergine doveva dissetare il suburbio a nord dell'Urbe.

La mostra al trivium dei Crociferi, che si chiamava già Fons Trevi e poi fontana di Trevi, fu ristrutturata e restituita a Roma da papa Nicolò V nel 1453.

 

 

Non è stato facile capire dalle piante antiche dove fosse perchè noi siamo abituati a guardare le città e anche Roma, con l'orientamento Nord - Sud. E in vece nelle mappe fino al '700, fino all'epoca dei lumi e della razionalità, non solo le piane erano prospettiche (cosa che in effetti aiuta a ritrovare i palazzi) ma ogni disegnatore sceglieva un suo punto di vista.

Il Nolli, dove ho ritrovato la Mostra dell'Acqua Vergine, nel 1593 guarda Roma dal Gianicolo e ancora adesso guardare Roma da quell'angolazione, è una bella sfida per l'orientamento.

Per avere la nostra meravigliosa fontana di Trevi bisogna aspettare il 1735 quando Nicola Salvi la realizza su uno del lato di palazzo Poli.

Perchè tanta magnificenza? Il fatto è che già nel 1640 papa Urbano VIII Barberini aveva deciso la trasformazione della fontana e della piazza per creare un nuovo nucleo urbano scenografico nelle vicinanze di palazzo Barberini che era il palazzo di famiglia all'epoca in fase di ultimazione. I progetti furono molti e su tutti quello di Gain Lorenzo Bernini ce lavorava già per Urbano VIII. il papa però morì dopo quattro anni, i Barberini persero molto del loro potere, i lavori abbandonati e solo nel 1731 papa Clemente XII Corsini decide la sistemazione della fontana nonostante i Poli, proprietari del palazzo, si opponessero perchè vedevano la loro proprietà danneggiata dall'eliminazione di due file di finestre.

L'architetto a cui furono affidati i lavori, Nicola Salvi, si era ispirato all'idea di Bernini di narrare fra architettura e scultura, la storia dell'Acqua Vergine. I disegno furono modificati sotto l'influenza dell'illuminismo che, anche se a fatica, cominciava a farsi strada anche alla corte del papa. Ne venne fuori la meraviglia neo-classica che conosciamo e che è una delle fontane più famose del mondo, se non la più famosa.

Fotografata da tutto il mondo, famosa per la tradizione del lancio della monetina che ti farà tornare a Roma (io l'ho fatto sedici anni e guardate dove sto! Altro che tornarci ci sono proprio venuta a vivere felice), famosa per il bagni di Anita Ekberg ne La dolce vita, famosa per Totò che la vende ad un americano in un film del 1962, famosa nel 2017 per l'installazione provocatoria di Graziano Cecchini che la colorò di rosso versando un liquido a base di anilina che non poteva danneggiare i marmi.

Ah, sì, ancora un paio di cose.

Il lancio della monetina pare risalga alla tradizione romana di lanciare piccole offerte nelle fonti sacre per propiziarsi la divinità.

Il Comune di Roma nel 2006, ai  tempi felici di Veltroni che mi auguro tornino presto, ha deliberato che tutte le monetine raccolte siano destinate alla Caritas. Vietata qualunque altra forma di recupero monetine.

L'acqua Vergine h finito pe essere inquinata dalla cementificzione e viene utilizzata solo per alimentare le fontane, tra cui, oltre a questa, la fontana dei Quattro Fiumi di piazza Navona e per scopi di irrigazione.Peccato perchè era una acqua non calcarea, leggera da cui, probabilmente, il nome di "Virgo"; tanto cristallina e propiziatrice che le ragazze ne facevano bere un bicchiere al fidanzato che partiva e poi, in segno di augurio, rompevano il bicchiere.

 

Buona passeggiata.

 

angela ermes :)


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