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c'era una volta

Al
Centro Anziani della Magliana
Vivo alla Magliana dall’agosto 1971. Rispetto a trentacinque anni fa il
quartiere è cambiato tanto. Quando siamo venuti qui la Magliana era nominata
quasi come una Casbah; è vero, c’erano alcuni “rubagalline” che ti
strappavano dal collo la catenina, facevano lo scippo, ti entravano in casa
per rubare una cosetta, ma la stragrande maggioranza era gente che la
mattina presto riempiva gli autobus per andare a lavorare in città e
ritornava a casa la sera stanca morta, però questi non facevano notizia. E
allora bastava tirare fuori ogni tanto la “banda della Magliana”, il
“canaro”… facevano qualche cosa di storto all’Eur, al Portuense, beh, i
giornali dicevano: “alla Magliana è successo questo e questo…”.
Certo, la Magliana è ancora un quartiere di redditi bassi, di gente che
lavora dalla mattina alla sera e arriva con pochi soldi alla fine del mese,
come in tanti altri posti qui intorno. Io mi trovo bene, prendo una
pensione, piccola, 450 euro, ma tiro avanti lo stesso, la fortuna è che ho
la casa che mi ha dato il Comune, se no come facevo? Dovevo cacciare via uno
zingaro che sta accampato sotto l’ansa di fiume e mettermici io!”
Quando sono venuto a stare qui lavoravo già dal 1968 con Armellini, facevo
l’imbianchino, lavoravo dappertutto, a Tor Marancia, qui; questo quartiere,
com’è adesso, l’ho visto crescere piano piano. Poi, come dicevo, nel 1971 mi
hanno dato una casa, perché dove stavo prima ero messo male: quattro persone
in una camera, senza acqua, gas, gabinetto. Quando mi hanno assegnato la
casa mi sono detto. “Ecco qua, ho fatto tredici!”
I primi tempi andavo a Roma con l’autobus, si prendevano almeno tre mezzi;
poi piano piano mi sono fatto il motorino, poi la 127… Con la mesata
dovevamo campare in quattro persone, i soldi erano pochi, io lavoravo
sempre, prendevano tutti i lavori che capitavano, giorno, notte…
All’inizio non è stato facile ambientarmi, mi sentivo spaesato. Anche se la
mia famiglia è di origine marchigiana ho sempre vissuto a Roma, dove sono
arrivato all’età di tre mesi. Quante volte abbiamo cambiato casa! La prima
volta abbiamo abitato in via della Magliana, verso Furio Camillo, era
proprio campagna… poi siamo andati a stare a via dei Quintili, sempre dalle
parti del Tuscolano. Dato che mio padre commerciava in calzature al
Trionfale, nel 1939 ci siamo trasferiti a viale Giulio Cesare, davanti al
cinema, poi ancora più in centro, al vicolo delle Palle, a Ponte Vittorio.
Infine siamo andati a stare alla Garbatella, sopra il “cocuzzolo”, davanti a
dove adesso c’è il Palazzo della Regione. Certo, allora la Garbatella era
come un paese, il campo di bocce, l’osteria, le partire a carte con gli
amici…
Poi ho messo su famiglia, mi sono arrivati due figli, sono passati gli anni,
e infine sono venuto a stare alla Magliana.
Adesso faccio la vita del pensionato. Fino a qualche tempo fa facevo pure
qualche lavoretto, ma ora mi riposo e basta. La sera vengo qua al Centro
Anziani, si sta proprio bene, quattro chiacchiere, una partita a carte, ogni
tanto si balla pure, qualche volta si “baccaja” con qualcuno, magari quando
si va a parlare di politica, ma non succede quasi mai.
Corrado