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                                                                                                 parole d'argento

 

Al centro anziani di Magliana


Al tempo del comitato di lotta per la casa, nei picchetti e nelle occupazioni non ci si facevano mettere gli uomini perchè un uomo lo carcerano; e poi sono più violenti, magari una parola detta male alla moglie, alla figlia... sai, succede fra uomini e allora... E comunque gli uomini lavoravano ma anche chi stava a casa non ce li facevamo venire. Le donne non le arrestavano; una donna  anche se ti arrestano è una cosa lì pe lì e poi ti rilasciano.

E poi ti arrestano se fai qualcosa alla polizia, se stai ferma non ti arrestano.

Gli uomini erano contenti, era una cosa fatta per la famiglia. Alcuni non
volevano, c'era di mezzo la moglie, la figlia, alcuni dicevano "lasciamo stare, paghiamo quello che c'è da pagare" ma si sa che la donna è più intraprendente e poi la decurtazione faceva comodo.

 

Quella volta che bruciammo le gomme andò così. Noi siamo arrivati alla Magliana che dalla chiesa c'era la fogna a cielo aperto passava davanti qui, girava, poi c'era prato e da li penso che andava al fiume. Puoi immaginare il profumo,  e i topi, grossi che' dalla finestra si Diceva "è un gatto"

Dicevano sempre "veniamo a chiudere veniamo a chiudere", sono passati un paio d'anni ma niente. Alla fine ci siamo stufati. Qui la strada per l'aeroporto di Fiumicino funzionava ma il raccordo non c'era e per l'aeroporto si passava per forza da via della Magliana; ci siamo messi in mezzo alla strada, abbiamo preso le gomme e le abbiamo bruciate;  tutte le donne sedute per terra e abbiamo bloccato.

 E subito dopo cu hanno chiuso la fogna.
Qui eravamo tutti giovani, coi ragazzini piccoli quelli che andavano a scuola ancora, ma quelli piccoli dove li mandavi? Andavano fuori anche perchè lì in fondo era tutto prato. Ma c'erano i topi così. Gli spazi per giocare c'erano ma era palude, c'erano montagnole, i bambini ci scivolavano sopra.

 

Ad un certo punto avevano fatto gli asili, nei locali di Armellini.

Il Comune aveva avuto bisogno di case per quelli di Ponte Milvio che si erano allagati e aveva preso in affitto i palazzi di Armellini, con tutti i locali che dovevano essere negozi.

E invece siccome siamo sotto il livello del fiume e i negozi non potevano avere la licenza, allora che hanno pensato? "facciamoci l'asilo per i bambini". Che poi i negozi avrebbero potuto anche farli perchè in trent'anni non si è mai allagato nulla.

Comunque avevano attrezzato bene per l'asilo; ma aperti i primi giorni poi non so chi gli ha messo in testa alle mamme che era pericoloso e quindi tolti gli asili. E non solo, via anche il resto: c'era un consultorio eccezionale ed è andato via.  C'era la Asl che poi è stata chiusa, c'era il logopedista, ci aveva portato i figli Mirella che prima doveva portarli lontanissimo. Ed
erano bravi infatti i figli di Mirella adesso sono grandi... Erano servizi di emergenza ma c'erano. Sì, c'erano anche le fogne che si bloccavano ma venivano sempre a spurgarle.

Chiusi i servizi per condizioni igieniche i bambini chi non lavorava se li è tenuti a casa, qualcuna delle mamme lavorava e li ha mandati dalle nonne, alcuni fra amici, sai come succede quando si sta tutti insieme... chi non lavora guarda l'uno e l'altro.
Nel frattempo i locali del Comune era successo che li avevano occupati chi ci aveva messo le macchine, chi ci ha messo gli attrezzi perchè aveva la casa piccola...

 

Con la lotta per la casa s'è ottenuto parecchio.
Con noi c'era don Pietro, un parroco eccezionale, uno che le cose con noi le faceva con amore. Dopo di lui venne un prete giovanissimo, don Emanuele, Te lo immagini, tutte le ragazzine innamorate di lui che era giovanissimo e bello. e vestiva già coi giubbotti e coi pantaloni.


Qui c'era un altro pezzo di prato; prima ci dovevano fare un palazzo ma a noi ci avevano detto che doveva esserci un parco. Abbiamo occupato quello pure, gli anziani ci hanno fatto il campo di bocce e in un pezzetto i ragazzini ci andavano a giocare. C'è una legge che quando il Comune requisisce il terreno di un privato, ha tempo dieci anni per farci qualcosa altrimenti lo deve restituire perchè nel frattempo non ha pagato perchè paga nel momento in cui lo utilizza a seconda del valore delle cose costruite. All'epoca non hanno costruito niente e passati dieci anni il proprietario se l'è ripreso ma nel frattempo eravamo riusciti a impedire che fosse edificabile, cosi il palazzo non c'è venuto e c'è venuto un
parcheggio, a pagamento ma sempre meglio di un altro palazzone.


La lotta per casa per me è durata cinque sei anni. Io dopo sono andata a lavorare, ma  tutto è durato più di dieci anni. E nel frattempo sono continuate anche le occupazioni. Marchini non aveva finito di costruire perchè era fallito. I palazzi erano vuoti perchè erano da vendere, non da affittare.
A noi la casa ce l'ha data il comune a due soldi. Che fai? Te la prendi, o stai sotto al fiume o stai sopra... quelli di ponte Milvio stavano dentro l'acqua!...
Armellini non aveva venduto al Comune, prendeva l'affitto
Ed erano arrivati i libici, quando Geddafi aveva mandato via gli italiani dalla Libia, nel 75,76; erano scappati senza neanche i vestiti, con quello che avevano addosso. Chi aveva parenti era andato lì, chi invece non aveva nessuno perchè era gente nata là, dove erano andati i vecchi poi morti. Il Comune gli avevano dato casa a due soldi, trovato un lavoro, dato anche soldi che erano pure soldi nostri ma quelli, poveretti, non avevano ne' colpa ne' peccato.


liliana
 

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