giovedì 01 dicembre 2016

            

                                                                                             virato seppia

 

La didascalia dice che ci troviamo ai confine fra i rioni Ponte e Parione ma non c'è niente nella foto che ci possa rimandare a qualcosa di conosciuto. In questo senso è veramente Roma sparita.

Vediamo un po' di capire adesso dove siamo.

Il confine di Ponte con Parione all'altezza del Tevere passa per via dei Banchi Vecchi.

Ora sappiamo che Banchi Vecchi insieme a via dei Banchi Nuovi e a via di Panico formavano il cosiddetto Tridentino che confluiva su piazza di Ponte che era quella di Castel S. Angelo.

Nella foto il ponte non si vede e quindi, pensando proprio a via dei Banchi Vecchi, siamo, guardando la riva in fotografia, a destra del ponte.

Siamo cioè proprio dove il fiume fa la famosa ansa in cui si era concentrata la città medievale dopo la caduta dell'impero romano. Ci sono persone fra cui una amica francese che abita a Banchi Nuovi che considera questo il vero, unico centro storico come se, per esempio, Monti fosse già "lontano".

Siamo più o meno dove adesso c'è lungotevere Sangallo. C'erano come si vede,case e casette, scale, ci sembra anche una discesa al fiume e sembra ci sia anche un palazzo. Ma quale?

Ho cercato sulla piante di Antonio Tempesta del 1593 che ha il vantaggio di essere prospettica e quindi di raccontare l'aspetto degli edifici,  e sulla pianta di Gianbattista Nolli del 1748. Non sono riuscita a capire quale possa essere il palazzo ma entrambe le piante indicano che c'è un solo tratto costruito dopo il ponte di Castel S. Angelo (dopo, fino alla chiesa dei Fiorentini, ci sono orti) ed è quello immediatamente a ridosso del ponte. Certamente la pianta del Nolli, la più recente fra le due è del  1748 e fino alle demolizioni passerà un secolo e mezzo. Ma il palazzotto non sembra recente, senza contare che da quelle parti era già tutto costruito da tempo, era da secoli la zona più densamente popolata e quindi costruita, di Roma. Recenti, sì, sono le superfetazioni che ospitano forse gabinetti. E quindi secondo me siamo proprio a lungotevere degli Altoviti, subito dopo l'omonimo palazzo anche lui demolito e prima dell'attuale ponte Vittorio.

Magari dico una sciocchezza ma tutto questo cercare fra antiche piante e vecchie foto mi ha molto divertita.

Rione Ponte e tutti questi dintorni per me sono anche un esame all'università, una casa sui tetti... Ma questa è un'altra storia.   

 

angela ermes :)

 

 


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