giovedì 22 giugno 2017

            

                                                                                             virato seppia

Fiumaroli

Da quello che si vede sullo sfondo, Castel S.Angelo, il cupolone e il ponte, direi che siamo sotto ai Coronari, più o meno dove sorgerà ponte Umberto I, quello davanti al Palazzaccio.

La riva dei Coronari è ancora intonsa e degrada verso l'acqua. C'è una piccola palificazione in primo piano che serve forse per ormeggiare le barche.

Sulla barca i tre sono meravigliosamente in posa.

Va considerato che le foto all'epoca non erano istantanee. Il fotografo doveva piazzare la sua grossa scatola sul cavalletto, metterla in bolla, decidere a mano l'esposizione e l'apertura del diaframma... Quanto di più lontano c'è dal mestiere del reporter che è di là da venire.

La foto, in questo senso, somiglia più al dipinto che alle fotografie a cui ci siamo abituati, comprese quelle di moda in cui certamente c'è la posa ma dove il fotografo scatta, suggerisce e scatta e scatta e poi sceglie.

Queste foto mi sembrano più un unicum.

E non escluderei una certa ricercatezza nel vestito dei soggetti fotografati.

Foto come opera d'arte.

 

Che barca sarà mai?

Non si direbbe una barca da lavoro, troppo agile e piccola. somiglia più a un barchino che serve da traghetto fra una riva e l'altra del Tevere, come quelle gondole che traghettano le persone da un lato all'altro del Canal Grande.

Del resto al tempo di questa foto a Roma di ponti ce ne sono ancora pochi: ponte Milvio lassù, lontano; ponte S. angelo qui vicino, ponte Sisto fra i Pettinari e Trastevere, poi i ponti dell'isola Tiberina. E basta.

Magari ai Coronari e dintorni qualcuno aveva necessità di raggiungere gli orti ai Prati di Castello e va anche considerato che Castel S. Angelo era una fortezza. Sicuramente ci sarà stato un viottolo che dal ponte portava alla riva ma un traghetto forse era più semplice e veloce.

 

Da quella parte del Tevere, sotto Castel S. Angerlo, invece ai tempi della foto ci sono già i muraglioni ma non ancora gli argini. Ci sono, infatti, due capanni scuri che potrebbero essere gli edifici del cantiere.

Naturalmente c'è ancora la spina di Borgo che sarà demolita solo nel 1936 per aprire via della Conciliazione a celebrare i Patti Lateranensi fra il Vaticano e l'Italia di Mussolini.

E prego notare come sulla riva l'acqua del fiume scorra placida: i tre si specchiano giusto solo con qualche increspatura.

Che meraviglia.

 

angela ermes :)

 

 


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