venerdì 04 agosto 2017

            

                                                                                             virato seppia

Monte Brianzo

 

 

Due ipotesi sull'origine del nome

Una è che deriva da un insediamento di brianzoli, quelli della Brianza, i lumbard della fabrichetta che qui facevano commercio di vino.

L'altra che si trattava di una colonia di cittadini di Briancon, francesi, venuti con papa Gregorio XI nel 1376 quando la sede pontificia tornò a Roma.

Per me Monte Brianzo è l'esame di Urbanistica I quando mi assegnarono da mappare e analizzare il rione Ponte. Certamente conoscevo piazza Navona e qualche vicolo nei dintorni ma la mappatura è un'altra cosa. Ti fa percorrere tutti i vicoli dandoti la possibilità, passo dopo passo, di costruirti un'immagine mentale con la quale non perderai mia più l'orientamento. Quel pezzo di città diventa tuo, pietra dopo pietra, intonaco scrostato dopo intonaco scrostato. E negli anni '80 di intonaci scrostati al rione Ponte ce ne erano ancora tanti.

Fu così, per innamoramento, che volli venire ad abitare a tutti i costi da questa parti. I costi furono alti, si trattò di trascinare un compagno  che tutto sommato se ne stava bello tranquillo nel suo patinato quartiere a Roma Nord nell'avventura del Centro Storico con l'obiettivo di acquistare e ristrutturare.

La casa in affitto trampolino di lancio fu a via dei Coronari, proprio dietro questa terribile fatiscente cortina di case, vicinissima a San Salvatore in Lauro. La casa era l'esatto contrario di quella a Roma Nord. Teoricamente simile: piccola, terzo piano,vista sui tetti. Ma qui... eh...che tetti... E certamente non era super ristrutturata. Quell'anno nevicò e quando la neve si sciolse, l'acqua cominciò a gocciolare dal tetto perchè il gelo evidentemente aveva rotto la guaina. gocciolò per giorni e gocciolava ad ogni pioggia. Avevo risolto mettendoci sotto una bella felce. Tentammo di comprarla ma non ci fu nulla da fare e alla fine arrivammo a via del Pellegrino. Ci sembrava in effetti di stare "dall'altra parte".

La cupola di San Salvatore in Lauro in effetti è difficilissimo vederla, io stessa non giurerei di averla mai vista dall'esterno ma forse vale la pena di fare un giretto.

 

angela ermes :)

 

 


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